DIFFAMAZIONE, MULTA RIDOTTA IN APPELLO PER CATENO DE LUCA

25 Giugno 2020 Inchieste/Giudiziaria

Sconto di pena o meglio di multa, in appello, per il sindaco Cateno De Luca in relazione alla seconda condanna per diffamazione relativa all’ormai famigerato comizio ‘Nomi e cognomi parte II’ del 2012. In questo caso ha giocato un ruolo la cosiddetta ‘continuazione, ovvero – semplificando – il fatto che siamo già alla seconda condanna con lo stesso reato. Il sostituto pg Adriana Costabile – come scrive Nuccio Anselmo su Gazzetta del sud – aveva chiesto la conferma della multa inflitta in primo grado. I giudici della seconda sezione penale della corte d’appello, presieduta da Francesco Tripodo, hanno rideterminato la pena in 200 euro di multa rispetto ai 1.800 euro decisi in primo grado, confermando nel resto la sentenza, per i risarcimenti alle parti civili. La condanna si riferisce a una serie di frasi pronunciate in due comizi che si svolsero a Fiumedinisi il 4 marzo e il 4 aprile del 2012. A citarlo in giudizio alunni abitanti del paese, proprietari di alcuni terreni sui quali l’allora primo cittadino avrebbe voluto avviare quello che definiva un progetto di riqualificazione. I comizi vennero organizzati dopo che l’allora primo cittadino ionico venne scarcerato, nell’ambito dell’inchiesta sul ‘sacco di Fiumendinisi’. Secondo l’accusa nei due comizi, ripresi integralmente e poi messi in onda da una tv locale e sul sito internet di De Luca ‘Siciliavera.com’, il politico definì tra l’altro i tre cittadini ‘calunniosi accusatori’, ‘imbroglioni’, ‘bastardi’. Altri due li definì ‘confraternita di farisei e traditori della Sicilia’. Il sindaco ieri è stato assistiti dall’avvocato Giovanni Mannuccia, mentre le tre parti civili sono state rappresentate dagli avvocati salvatore Carroccio, Alessandro Pruiti e Rosario Trimarchi.

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