#VIDEO – MESSINA: PECULATO PER MEZZO MILIONE DI EURO. 17 STRUTTURE ALBERGHIERE DI TAORMINA NON VERSAVANO AL COMUNE LA TASSA DI SOGGIORNO

7 Agosto 2020 Inchieste/Giudiziaria

 

Ospitano turisti da tutto il mondo nei loro alberghi a quattro stelle con vista sul mare ma in cinque anni, pur sollecitati, 17 albergatori di Taormina non hanno versato al Comune poco meno di mezzo milione di euro di tasse di soggiorno relative alle presenze dal 2013 al 2018. Cinque anni in cui le strutture alberghiere della perla dello Ionio hanno vissuto un boom di presenze e fatturato vantandosi dell’offerta turistica della perla dello Ionio. Ma dietro al boom di affluenza, fatta anche di prezzi sempre più convenienti, c’era anche il mancato pagamento della tassa di soggiorno al comune.

Questa mattina i militari della compagnia di Taormina della guardia di finanza hanno sequestrato 468 mila euro ai titolari delle strutture indagati per peculato dalla procura di Messina che ha chiesto e ottenuto dal gip il blocco preventivo dell’equivalente delle somme non versate dagli albergatori taorminesi. Coinvolte anche alcune strutture ricettive di Giardini Naxos e Letojanni. Fra gli albergatori c’era chi i 2,50 euro a persona non li ha mai versati accumulando un debito con l’amministrazione locale di oltre 100 mila euro. “C’è chi ha omesso il pagamento di poche migliaia di euro e chi non ha mai versato un solo euro nelle casse comunali – commenta Angelo Schillaci comandante della compagnia di Taormina della guardia di finanza – Abbiamo riscontrato moltissime posizioni in cui gli albergatori hanno pagato in ritardo quando hanno capito i rischi che correvano. Queste posizioni sono state stralciate dalla procura di Messina”.

Non ci sono alberghi a cinque stelle e cinque stelle lusso nelle diciassette strutture colpite da sequestro preventivo. E non ci sono nemmeno le piccole pensioni o i bed & breakfast, chi evadeva la tassa di soggiorno erano gli alberghi a tre o quattro stelle dove la concorrenza è più spietata e qualche euro in meno a notte diventa determinante per accaparrarsi il cliente.

Il sequestro è parte di un’indagine scattata dai controlli nelle strutture ricettive fra i clienti registrati e comunicati alla questura e i versamenti nelle casse del comune di Taormina. Oltre ai controlli anche la stessa amministrazione locale segnalò le difformità fra le presenze e il totale della tassa di soggiorno versata dagli albergatori. Le indagini hanno consentito di accertare che i legali rappresentanti di importanti hotel, che va ricordato sono incaricati di pubblico servizio in ordine alla riscossione delle somme dovute per l’imposta di soggiorno, si sono appropriati di decine di migliaia di euro ricevute dai propri clienti, omettendo di versarle nelle casse comunali. Non una semplice dimenticanza, o un mancato pagamento per la crisi economica del settore, secondo gli investigatori i 17 albergatori hanno volutamente inìgnorato i solleciti di pagamento inviati dall’amministrazione comunale.

 

IL COMUNICATO UFFICIALE DELLA GDF

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno complessivamente sequestrato circa
mezzo milione di euro ai responsabili di diciassette strutture alberghiere site nel comune di Taormina (ME) che hanno omesso, nel tempo, di versare l’imposta di soggiorno riscossa dai
turisti della città.

L’operazione scaturisce da una complessa attività d’indagine, eseguita dai militari della
Compagnia di Taormina e coordinata dal Gruppo delle Fiamme Gialle di Messina, che ha
portato all’emissione di un decreto di sequestro preventivo disposto dal Giudice per le
Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Messina.

Le indagini esperite hanno consentito di accertare che i legali rappresentanti di importanti hotel presenti nella Perla dello Jonio, in qualità di incaricati di pubblico servizio in ordine alla riscossione delle somme dovute per l’imposta di soggiorno del comune di Taormina, si sono appropriati, nel tempo, delle somme ricevute dai propri clienti, omettendo di versarle nelle casse comunali.

L’attività investigativa, che si inquadra nell’ambito delle generali funzioni attribuite alla Guardia di Finanza ai fini della ricerca, prevenzione e repressione delle violazioni in materia di entrate dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali e dell’Unione Europea, trae origine dall’analisi di dati ed elementi acquisiti dalle Fiamme Gialle taorminesi nell’ambito di un censimento delle strutture ricettive site nel comprensorio di Taormina, Giardini Naxos e Letojanni.

Dalle attività svolte, concernenti l’accertamento circa il regolare assolvimento, da parte dei
gestori delle strutture ricettive, degli obblighi strumentali di dichiarazione e comunicazione
afferenti all’imposta di soggiorno nei rispettivi Comuni di esercizio, e sostanziatesi, tra l’altro, nell’approfondimento dei dati rilevati dall’applicativo “Tourist Tax”, in uso all’ente comunale, è emerso che gli albergatori investigati, in totale spregio della delibera del Consiglio n. 80 del 6 novembre 2012, che ha approvato il Regolamento dell’imposta di soggiorno nelle strutture alberghiere del territorio, risultavano inadempienti nei confronti dell’Ente.

Più in particolare, dall’analisi della documentazione acquisita agli atti dell’indagine, emergeva, altresì, come avessero ricevuto apposite diffide di pagamento, alle quali, tuttavia, rimanevano
totalmente indifferenti.

Il “sistema criminoso” oggi disvelato ha consentito ai legali rappresentanti delle imprese
oggetto di approfondimento di trattenere, complessivamente, negli anni dal 2013 al 2018,
l’importo totale di € 468.000,00, rendendosi in tal modo responsabili, in ragione della loro
qualità di incaricati di pubblico servizio, del reato di peculato.
significa garantire alla comunità locale migliori condizioni di vita, anche contenendo possibili
aumenti esponenziali dei costi di gestione della macchina pubblica.

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