“Le aveva sottratte al sequestro dei beni”, sigilli alle case a Salina dell’ex manager Giacchetto

10 Agosto 2020 Inchieste/Giudiziaria

I finanzieri del Comando provinciale della Guardia di finanza di Palermo, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura del capoluogo siciliano, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso d’urgenza dal pubblico ministero e convalidato dal gip, nei confronti di Faustino Giacchetto, 57 anni, dei due figli e di Gioacchino Imburgia, 53 anni.

I sigilli sono scattati per tre immobili a Santa Marina Salina, ritenuti oggetto di “condotte di riciclaggio/auto-riciclaggio”. L’indagine delle Fiamme gialle del Nucleo di polizia economico-finanziaria ha tratto origine dagli esiti degli accertamenti svolti qualche anno fa nei confronti di “un comitato d’affari”, ideato, promosso e diretto dal manager della comunicazione Giacchetto e composto da numerosi professionisti e imprenditori, che, spiegano gli investigatori, “attraverso la sistematica corruzione di esponenti politici e dirigenti pubblici” e lo ‘schermo’ di uno storico ente di formazione professionale siciliano (il Ciapi), aveva illecitamente percepito contributi pubblici per diversi milioni di euro e condizionato il regolare svolgimento delle gare di appalto per la gestione di grandi eventi in Sicilia.

Giacchetto nel giugno del 2013 è stato destinatario di misure cautelari personali e reali disposte dal gip di Palermo e, successivamente, il Tribunale gli ha applicato anche misure di prevenzione personali e patrimoniali (con confisca di un ingente patrimonio). Successivi approfondimenti investigativi, svolti dagli specialisti del Gruppo Tutela spesa pubblica del Nucleo di polizia economico-finanziaria, hanno consentito di appurare che “Giacchetto, nel corso delle indagini a suo carico, aveva effettuato operazioni finanziarie immobiliari finalizzate a sottrarre parte del proprio patrimonio a eventuali provvedimenti di sequestro”.

In particolare, nel marzo del 2013, pochi mesi prima di essere arrestato, aveva emesso tre assegni circolari per un totale di euro 550mila a favore della società immobiliare Gestione residenze siciliane con sede a Bagheria rappresentata dall’imprenditore Imburgia, senza alcun atto scritto. Si tratterebbe, dunque, del reato di trasferimento fraudolento di valori.

A dicembre del 2018, dopo la definizione del primo grado della procedura di prevenzione a carico di Giacchetto, la società immobiliare ha ceduto ai suoi figli tre immobili nel comune di Santa Marina Salina per un prezzo complessivo di 550mila euro, corrisposto utilizzando proprio i tre assegni consegnati a Imburgia nel marzo del 2013. “In tal modo Giacchetto – spiega la Guardia di finanza – è riuscito a sottrarre tale somma all’esecuzione dei sequestri (penale e di prevenzione) disposti nei suoi confronti e dei suoi prossimi congiunti”.

I tre immobili, del valore complessivo stimato di circa 850mila euro, sono stati messi a reddito dai Giacchetto che li hanno utilizzati per locazioni brevi a fini turistici.áIl manager della comunicazione è stato denunciato per auto-riciclaggio, mentre a carico dei figli e di Imburgia è stato ipotizzato il reato di riciclaggio.

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