Ponte sullo Stretto, anche per Conte prima vengono altre infrastrutture

9 Settembre 2020 Politica

«Non è serio parlare del collegamento tra Sicilia e Calabria, se prima non si realizza e si porta avanti concretamente il progetto di infrastrutture viarie della Calabria e della Sicilia, ci sono già tanti fondi e risorse appostate. In prospettiva non si potrà eludere il problema di questo collegamento, dobbiamo essere pronti a collegare l’ultimo miglio». Lo ha detto ieri sera il premier, Giuseppe Conte, intervenendo alla Festa nazionale dell’Unità a Modena. «Il Sud è quello che sta soffrendo di più essendoci un divario notevole, creare le premesse per tenere il Sud in piedi significa rilanciare l’intero paese», ha aggiunto.

Così mentre dalla Sicilia e da buona parte della politica regionale sia siciliana che calabrese arrivano richieste di inserire nel finanziamenti del Recovery Fund, il governo sembra mettere una pietra sopra il sogno di tanti che vedono il Ponte come priorità.

«Sul tema del Ponte sullo Stretto non c’è nessuna polemica ma la discussione è legata ad un cambio radicale di prospettive con le opere che saranno realizzate sia in Calabria che in Sicilia», ha spiegato sempre ieri il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, all’incontro di PwC Italia sulla mobilità.

«Ho dato mandato ad una commissione di esperti – ha aggiunto – per studiare un eventuale collegamento tra la Calabria e la Siclia che può essere di tre tipi. La tecnologia ci consente tre collegamenti possibili che sono il Ponte, il tunnel Archimede e il tunnel sottomarino. Il mandato, gratuito, sarà esercitato rapidamento e valuterà il vantaggio trasportistico, quello economico».

«Poi si può essere contrari o favorevoli – ha concluso De Micheli – ma io non decido mai in base dell’emotività e non ho una posizione preconcetta. Bisogna vedere cosa è più utile, realizzabile e sicuro. E alla fine decideremo in base ai dati».

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