AD ANTONIO MAZZEO IL PRESTIGIOSO PREMIO COLOMBE D’ORO PER LA PACE 2020

24 Settembre 2020 Culture

C’è anche il nome del giornalista freelance, militante ecopacifista ed antimilitarista, Antonio Mazzeo, tra i vincitori della XXXVI edizione del prestigioso Premio Colombe d’oro per la Pace che verrà consegnato il prossimo 8 ottobre a Roma.

Antonio Mazzeo, collaboratore tra l’altro di stampalibera.it per cui ha scritto decine di inchieste, ha pubblicato negli anni diversi saggi sui temi della pace e della militarizzazione del territorio, sulla presenza mafiosa in Sicilia e sulle lotte internazionali a difesa dell’ambiente e dei diritti umani. Insegnante di educazione fisica, Antonio Mazzeo per anni è stato impegnato nella cooperazione internazionale, lavorando in progetti in Ex Yugoslavia, Albania, Colombia, Cuba, Centroamerica, Brasile ed Uruguay. Ha ricevuto il “Premio G. Bassani – Italia Nostra 2010″ per il giornalismo. E nel 2013 il secondo premio nazionale “Gruppo Zuccherificio” di Ravenna per il giornalismo d’ inchiesta. Ha pubblicato alcuni saggi sui conflitti nell’area mediterranea, sulla violazione dei diritti umani, sulla criminalità organizzata e la militarizzazione del territorio. Ha inoltre scritto numerose inchieste sull’interesse suscitato dal Ponte in Cosa Nostra, ricostruendo pure i gravi conflitti d’interesse che hanno caratterizzato l’intero iter progettuale. Con Antonello Mangano, ha pubblicato nel 2006, Il mostro sullo Stretto. Sette ottimi motivi per non costruire il Ponte. Ha pubblicato, nel 2010, I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina, con una prefazione di Umberto Santino.

LA XXXVI EDIZIONE DEL PREMIO COLOMBE D’ORO PER LA PACE.

Giunto alla XXXVI edizione, il Premio Colombe d’oro per la Pace, organizzato da Archivio Disarmo con il sostegno delle Cooperative aderenti a Legacoop, ha come filo rosso la pandemia da coronavirus.

Il prossimo 8 ottobre verranno premiati a Roma i seguenti giornalisti:

Nello Scavo – Giornalista di Avvenire, è autore di clamorose inchieste, tra cui quella sulla trattativa Italia – Libia in materia di immigrazione che ha coinvolto anche trafficanti di esseri umani. Osserva Scavo: “Un giornalismo di pace deve raccontare i conflitti. Ancora di più oggi, quando le guerre «iper-tecnologiche» sembrano suggerire la consolatoria narrazione di battaglie «chirurgiche», quasi senza vittime. Non di rado trasformando le vittime in colpevoli, giustificando così nuovi muri e nuovi campi di prigionia sotto i nostri occhi. Il nostro dovere non è solo esserci, ma essere «voce di chi non ha voce», concedere agli «ultimi della fila» almeno il diritto di parola “.

Antonio Mazzeo – Blogger e giornalista freelance, esponente del comitato NO MUOS a Niscemi, si è occupato della militarizzazione del territorio in Sicilia e del ruolo della criminalità organizzata
nell’edificazione di opere dannose per l’ambiente.
“Sono davvero felice per questo prestigioso premio – dice Mazzeo – è il riconoscimento più autorevole di un percorso di vita dedicato alla ricerca e documentazione sui processi di militarizzazione e riarmo dei territori, contribuendo alla promozione delle campagne per la pace, il disarmo e la nonviolenza”.​

Francesca Nava – Su The Post Internazionale, è stata la prima giornalista a indagare sull’epidemia di Covid 19 a Bergamo e sulle drammatiche conseguenze della mancata zona rossa ad Alzano Lombardo e a Nembro. Dichiara Francesca Nava: Fare luce sulle responsabilità e sulle negligenze commesse durante la pandemia 2020, a partire dal focolaio bergamasco mai isolato, non è solo un dovere morale di ogni cronista, ma è anche una battaglia di civiltà che riguarda ognuno di noi. Per me è stato anche un profondo momento di dolore e di rielaborazione del lutto. Per riflettere tutti insieme, per cambiare rotta e per non commettere mai più gli stessi errori”

La Giuria – formata da Fabrizio Battistelli, Dora Iacobelli, Riccardo Iacona, Dacia Maraini, Andrea Riccardi e Tana de Zulueta – ha inoltre assegnato un premio speciale a Paolo Miranda, infermiere dell’Ospedale di Cremona e appassionato di fotografia. In prima fila al culmine dell’emergenza, con la sua Reflex ha documentato l’eroismo e la quotidianità del memorabile sforzo espresso dagli operatori sanitari. “Sono onorato di ricevere un premio così importante per una motivazione altrettanto importante – dice Paolo Miranda – mi sento di riceverlo anche a nome di tutti i miei colleghi. Spero che la mia testimonianza sia servita a mostrare alle persone il momento di estrema difficoltà che stavamo attraversando e la gravità della situazione ”

La Colomba d’oro per la pace, opera dello “scultore dei Papi” Pericle Fazzini, viene assegnata ogni anno a personalità del mondo dell’informazione che si sono distinte nel far conoscere casi virtuosi di gestione nonviolenta dei conflitti e di cooperazione internazionale e, nella società civile, si sono fatte portatrici di ideali di empatia, solidarietà e dialogo fra le persone. Tanti i nomi prestigiosi ad averlo vinto. Eccone alcuni esempi:

  • Gino Strada, medico, fondatore dell’ONG Emergency, premiato per il suo contributo alla tutela della persona e dei diritti umani nelle aree di crisi
  • Hans Blix, presidente della Commissione ONU per la verifica delle Armi di Distruzione di Massa.
  • Yeduha Paz, attivista del movimento per la pace in Medio Oriente e cofondatore del movimento israelo-palestinese Peace Now.
  • Don Luigi Ciotti, fondatore dell’Associazione Libera.
  • Jane Goodall, etologa e fondatrice in Africa di un centro per le attività umanitarie e la difesa dell’ecosistema.
  • Associazione dei Pescatori di Lampedusa, premiata per l’opera di soccorso ai migranti nel mar Mediterraneo.
  • ICAN, coalizione di organizzazioni non-governative in favore del TRATTATO PER LA PROIBIZIONE DELLE ARMI NUCLEARI
  • Michele Rech, in arte Zerocalcare, graphic novelist romano “che con i suoi romanzi grafici avvicina il pubblico giovanile alle questioni internazionali più complesse”.
  • Il fotoreporter americano Steve McCurry, tra i primi a documentare la realtà della guerra in Afghanistan.

La giuria, inizialmente composta da Luigi Anderlini, Carlo Bo, Miriam Mafai e Alberto Moravia, è stata presieduta da Sandro Pertini e da Rita Levi-Montalcini, Premio Nobel per la Medicina. Dal 2013 è composta da: Fabrizio Battistelli, Dora Iacobelli, Riccardo Iacona, Dacia Maraini e Andrea Riccardi.

Significativamente, in quattro occasione le personalità premiate con le Colombe d’oro sono poi risultate vincitori del premio Nobel per la Pace: ciò è avvenuto nel 1987, nel 1989, nel 1997 e nel 2017 quando i vincitori delle Colombe sono stati, rispettivamente, Nelson Mandela, Michail Gorbacev, John Hume e l’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons.

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione