Il giudice Carlo Indellicati proposto come presidente di Sezione del Tribunale di Messina

29 Settembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Il giudice del tribunale di Palmi Carlo Indellicati è stato proposto dalla Quinta Commissione del Csm (che decide sul conferimento degli uffici direttivi e semidirettivi), nella seduta del 24 settembre scorso, come presidente di Sezione del Tribunale di Messina, settore penale, in sostituzione del collega Mario Samperi.

Il magistrato Indellicati ha incassato 3 voti contro l’unico voto andato alla collega Maria Eugenia Grimaldi, Consigliere della Corte d’Appello di Messina.

Il giudice Mario Samperi, che dal 27 maggio ha preso possesso del suo ufficio di presidente del Tribunale di Patti, è stato per un periodo anche presidente facente funzioni del Tribunale a Messina. Era stato nominato a Patti da tempo, ma ha dovuto prima completare la celebrazione di alcuni importanti processi a Messina, come presidente della seconda sezione penale.

Prima la condanna poi l’assoluzione piena in appello.

Carlo Indellicati, già a capo dell’ufficio gip del Tribunale di Palmi, nel 2018 è stato assolto con la formula “perché il fatto non sussiste” dalla corte di appello di Catanzaro, dopo essere stato condannato in primo grado dal gup di Catanzaro a due anni di reclusione (insieme alla cancelliera Agata Punturiero), pena sospesa, per il reato di falso documentale con riferimento ad un verbale di mero rinvio al giorno successivo di un’udienza relativa ad un imputato irreperibile. Indelicati era stato accusato di aver attestato lo svolgimento di un’udienza, dando atto della presenza di un pubblico ministero, di un avvocato e di un cancelliere. In realtà, tale udienza non si sarebbe mai tenuta. La vicenda, cui è maturata la contestazione mossa nei suoi confronti, ha avuto luogo nel 2016 a Palmi e sarebbe emersa nel corso dell’udienza successiva in cui il giudice di turno, chiamato a decidere l’udienza rinviata si sarebbe accorto di alcune anomalie. Anomalie che in primo momento hanno fatto scattare verifiche interne sia agli uffici giudicanti che requirenti di Palmi che poi però, hanno trasmesso gli atti alla Procura di Catanzaro, competente per i fatti che vedono quali indagati, i magistrati in servizio nella provincia reggina. Da qui l’avvio dell’azione penale, che dopo aver registrato una condanna in primo grado ha poi visto per il togato l’assoluzione piena.

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