2 Ottobre 2020 Giudiziaria

DENUNCE ASSICURATIVE FALSE, DUE CARABINIERI A GIUDIZIO

Di Leonardo Orlando – Il gup Giuseppe Sidoti, su richiesta del procuratore Emanuele Crescenti, ha rinviato a giudizio due carabinieri in servizio all’epoca dei fatti alla Compagnia di Milazzo: in concorso dovranno rispondere di una serie di reati commessi nelle funzioni di pubblici ufficiali al fine di ottenere con false denunce indennizzi dalla compagnia assicuratrice Unipol che nel procedimento si è costituita parte civile. I due militari dell’Arma rinviati a giudizio per essere processati il prossimo 26 novembre sono l’appuntato Francesco Moschini, 42 anni, originario di Catania in servizio alla Sezione radiomobile, e l’appuntato Antonino Fiore, 49 anni di Milazzo, in servizio alla locale Stazione dei carabinieri. Per entrambi le accuse formulate dal procuratore Crescenti sono di falsità materiale, falsità ideologica, reati questi commessi da pubblico ufficiale in atti pubblici e del reato di fraudolento danneggiamento dei beni assicurati.

Così come ricostruito negli atti delle indagini effettuate dal Nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri di Messina e dai militari dell’Arma della stessa Compagnia di Milazzo, che hanno svelato i retroscena della vicenda venuta alla luce dalle attività investigative di altra inchiesta giudiziaria in cui figurava indagato il solo appuntato Francesco Moschini, che nell’ottobre 2018 fu arrestato e poi condannato fino in Appello per i reati di abuso d’ufficio e stalking nei confronti di una giovane donna con la quale lo stesso carabiniere avrebbe intrattenuto luna relazione. Da quel filone fu scoperto che alla società assicuratrice Unipol sarebbero state presentate da parte di Moschini che aveva assicurata la sua auto, due denunce, poi rivelatesi false in quanto negli archivi della Compagnia dei carabinieri di Milazzo non è stata trovata traccia, con le quali sarebbero stati denunciati, 11 febbraio ed il 23 settembre 2017, atti vandalici alla vettura. Nel primo caso la falsa denuncia avrebbe riguardato il furto dei sedili e dell’autoradio dell’auto che ha permesso a Moschini di incassare 4 mila euro di indennizzo.

Nel secondo episodio la denuncia riguardata un atto vandalico, il danneggiamento due fiancate della stessa auto. Le denunce prodotte all’Unipol non erano firmate da sottuficiali autorizzati ed i dati non erano stati inseriti nella banca dati dello Sdi delle forze dell’ordine. Delle stesse non è stata mai trovata traccia in caserma. Fonte: Gazzetta del Sud