#TUTTE LE FOTO DELLA SERATA – VARGAS LLOSA AL TAOBUK AWARD: “Molti governi hanno usato pandemia per limitare libertà”

4 Ottobre 2020 Culture

FOTOGRAFIE DI ENRICO DI GIACOMO

Svetlana Aleksievic, Mario Varga Llosa, Giorgio Montefoschi per la letteratura, Pupi Avati per il cinema, Mario Brunello e Brunori Sas per la musica: il sestetto dei Taobuk Award 2020 ha esaurito in ogni ordine di posti, limitati per le norme anti contagio,  il Teatro Antico che ha ospitato la serata di gala della decima edizione di Taobuk (FOTO), il festival letterario ideato e diretto da Antonella Ferrara. “Pur nel disagio di un’emergenza che è planetaria, siamo stati spinti ad andare avanti – ha detto la  Ferrara,  che ha affiancato nella conduzione il giornalista del Tg1 Rai Alessio  Zucchini – dalla forza che danno i libri: per questo Taobuk riparte con tutte le sue energie nel segno dell’entusiasmo, concept e tema di questo decennale”.

E se il  tema di Taobuk 2020 è l’entusiasmo, il primo ad accendere la platea è lo scrittore Mario Vargas Llosa, premio Nobel 2010, che ha ricevuto il Taobuk Award for Literary Exellence dalle mani dell’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Manlio Messina. “La mia vocazione – ha sottolineato lo scrittore peruviano  – è stata fin da bambino la scrittura. Se mi sono dedicato per qualche tempo alla vita politica è stato solo per un sorta di imperativo morale di fronte alla democrazia negata ai miei connazionali. In questo senso c’è stato un politico fuori dal comune che è Mandela, è un esempio da seguire, anche dai paesi cosiddetti civilizzati. Se c’è oggi un politico che mi piace? Certo non è Trump e spero che il prossimo presidente degli Stati Uniti non sia un ladro come lui.”

Nell’incontro di stamattina, invece, Vargas Llosa ha parlato delle conseguenze della pandemia:”Molti governi hanno utilizzato la pandemia per limitare la libertà e tutto questo è inaccettabile, perché è un processo irreversibile. La libertà di stampa – ad esempio – non va limitata. Dobbiamo accettare le restrizioni che i medici stabiliscono, però credo che l’accettazione delle restrizioni sia pericolosissima per il futuro della democrazia e della libertà”.

Sul tema lo scrittore peruviano era già intervenuto ad aprile firmando per primo il manifesto “Que la pandemia no sea un pretexto para el autoritarismo”, ovvero che la pandemia non sia un pretesto per l’autoritarismo. Il documento, pubblicato sul sito della sua Fundación Internacional para la Libertad, porta la firma di oltre 650 illustri adesioni personaggi politici e di intellettuali ispanofoni, ma anche di alcuni italiani, provenienti da ventotto Paesi.

Parlando di attualità il premio Nobel della letteratura ha commentato anche la situazione politica statunitense spiegando che “non avremmo mai immaginato che gli Stati Uniti potessero arrivare a una discesa tale da farsi governare da uno come Trump, è una cosa incomprensibile. Trump è una persona mediocre e senza cultura, un povero disgraziato, un grullo che ha governato in modo indecoroso”.

Ad ascoltarlo in prima fila anche la premio Nobel per la letteratura bielorussa Svetlana Aleksievic, anche lei premiata ieri durante la serata.  Aleksievic, voce libera della Bielorussia e persona scomoda per il regime ultraventennale di Lukashenko, ha detto: “Tornerò –  ha assicurato – a meno che non sia il dittatore ad impedirmelo. Per Lukashenko il potere è tutta la sua vita. E un eroe per Tolstoi, oppure un eroe dostoievskiano. Paura? Non bisogna lasciarsi trasportare dalla paura ma opporsi alla violazione dei più elementari diritti civili, la libertà di espressione, la libera circolazione delle persone”. Le sanzioni dell’Unione europea alla Bielorussia “sono il minimo che l’Europa potesse fare, dovrebbe fare molto di più”.

Ed esalta il ruolo delle donne. “In una società  patriarcale come quella bielorussa, che negli ultimi venticinque anni ha preferito subire e restare in letargo, le donne hanno dimostrato che è arrivato per loro il momento di raccontare e fare la storia. Basti citare il sostegno alla presidente legittimamente eletta, che è appunto una donna. Vi hanno creduto più degli uomini”.

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Enrico Di Giacomo

 

 

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