9 Ottobre 2020 Politica e Sindacato

I CONSIGLIERI DEL PD CONTRO IL SINDACO DE LUCA: “UNITA’, NON URLA SGUAIATE”

Mentre il sindaco De Luca continua a lanciare le sue ‘provocazione’ su Facebook e allo stesso tempo partecipa al vertice convocato stamattina dal prefetto per valutare le situazioni più a rischio in città e provincia e per decidere il da farsi, il gruppo consiliare del Pd teme che la nuova ondata di contagi da Covid venga trasformata dal sindaco De Luca “per l’ennesima volta in un pretesto per fare populismo e campagna elettorale”.

“Pare che stiano ricominciando i bollettini emessi dal Comando supremo delle Forze armate comunali…”, scrivono i consiglieri. “Il Sindaco De Luca,  in uno dei suoi innumerevoli post, parla già, e di nuovo,  di “gabinetto di guerra“, e di “assetto di guerra”. Pochi giorni fa, in un altro post, ha anticipato che forse sarà costretto a riaprire il Centro comunale di protezione civile per riprendere le sue “attività di controllo e repressione a colpi di ordinanze e sanzioni”, mentre, rivolgendosi (quasi stupito, nonostante la non riscontrata interrogazione in tal senso di ben 21 consiglieri comunali nello scorso luglio) agli incivili che da mesi ormai lanciano di notte bottiglie vuote di spumante per le feste di compleanno, li avvisa che se continuano così “gli stappa la testa in piazza municipio!””.

“Ebbene, visto il momento estremamente delicato che stiamo attraversando, ribadiamo con forza che l’uso da parte del Primo cittadino di un linguaggio spesso eccessivo, violento, allarmistico e minaccioso, sia oltremodo negativo e controproducente. Così come è totalmente inadeguato ipotizzare enfaticamente – continuano nel documento i consiglieri comunali del gruppo PD Felice Calabrò, Gaetano Gennaro, Alessandro Russo, Antonella Russo  una giustizia di piazza per l’incivile di turno, che poi magari non sarà nemmeno individuato e sanzionato. Rimane il fatto, però, che questo linguaggio violento e poco edificante viene assorbito soprattutto dai ragazzi, così sensibili al linguaggio social, e non può essere usato da chi ha l’onere di fare da guida ad una comunità. Peraltro questa comunicazione da “bollettino di guerra” non è dato ascoltarla a nessun’altra latitudine, in nessuna regione o città d’Italia, ma solo, ahinoi, entro i peloritani confini… Tanto è vero che non è un caso che ogni due per tre diventiamo protagonisti di show televisivi di dubbio gusto, non certo edificanti per la nostra città… Rischiamo che, continuando così, assisteremo solo ad una attività di repressione (a colpi di piccone-ordinanza). La città è ormai stanca di assistere allo spettacolo dell’arena, in cui  scendono questa o quella categoria per essere mediaticamente massacrate. Ciò di cui Messina ha bisogno non è di incrementare l’odio tra cittadini, tra il disoccupato ed il lavoratore in smart working, per esempio; ma, al contrario, di fare in modo che in città si respiri aria di unità, di solidarietà democratica. Non sappiamo cosa ci attenderà nei prossimi mesi a causa del Coronavirus, ma sappiamo di cosa abbiamo urgente bisogno: di una guida non urlata ma autorevole e rassicurante, di un sindaco che non crei divisioni tra i suoi cittadini, ma che anzi promuova unità e compattezza e la smetta con veementi attacchi e ingiustificate sparate nel mucchio, che provocano solo un ulteriore incattivimento dei nostri costumi. A Messina – concludono – serve una guida rassicurante che crei identità e cittadinanza, altro che repressione a colpi di ordinanza, punizioni in pubblica piazza e gabinetto di guerra… Ed infine, ci aspettiamo che il Centro di protezione civile comunale sia attivato solo per il suo uso istituzionale, che è la gestione organizzativa delle emergenze cittadine”.