15 Ottobre 2020 Giudiziaria

L’istruttore di ginnastica artistica e le chat erotiche con l’allieva, la Cassazione annulla il reato di pornografia

L’istruttore di ginnastica messinese di 52 anni, arrestato nella scorsa primavera per i messaggi erotici scambiati con un’allieva minorenne, dovrà comparire davanti al giudice per l’udienza preliminare, Tiziana Leanza, il prossimo 27 ottobre. La Procura di Messina aveva chiesto il rinvio a giudizio per l’istruttore, e il difensore, l’avvocato Nino Cacia, ha chiesto ed ottenuto che venga processato col rito abbreviato.

L’uomo è ai domiciliari per atti sessuali con minorenne. L’uomo era accusato anche di adescamento e pornografia minorile. Rispetto alle contestazioni iniziali il pubblico ministero ha però fatto cadere il reato di adescamento e oggi la Corte di Cassazione si è pronunciata anche sull’accusa relativa alla pornografia minorile.

La terza sezione della Corte di Cassazione ha accolto infatti il ricorso del difensore dell’imputato, annullando l’ordinanza emessa dal Tribunale della Libertà. L’impugnazione riguardava la sussistenza del quadro di gravità indiziaria per il reato di pornografia minorile.​ Secondo la contestazione iniziale, l’istruttore nella sua qualità, avrebbe indotto la minore a partecipare ad esibizioni e spettacoli pornografici, richiedendole l’invio di fotografie e video sessualmente espliciti. Circostanza sempre smentita dall’uomo.

“Avevamo offerto al Gip prima e al Tdl poi – osserva l’avvocato Cacia difensore dell’uomo – la prova dell’ insussistenza della condotta contestata, anche allegando copia dei video e delle foto inviate dalla ragazza. A misura della assoluta normalità delle imagini-video – scrive in una nota il difensore – oggettivamente prive di contenuto erotico o lascivo, si è prodotto una consulenza informatica da cui è emerso come la ragazzina avesse iniziato nel 2018 a pubblicare nei social media contenuti video e foto di analogo tenore a quelli inviati all’istruttore, ottenendo oltre 12000 like da una vasta platea di followers. A ciò si aggiunga – conclude il legale – che la ragazza anche dopo la esecuzione dell’ordinanza di custodia a carico dell’istruttore, ha continuato a pubblicare gli stessi video nelle varie piattaforme social”.

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