16 Ottobre 2020 Giudiziaria

‘Ndrangheta: Pittelli lascia il carcere e va ai domiciliari

Arresti domiciliari a Copanello, con braccialetto elettronico, per l’avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pittelli, imputato nel maxi-processo Rinascita-Scott, istruito dalla Dda di Catanzaro, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Lo ha stabilito il Tribunale del riesame di Catanzaro accogliendo l’istanza presentata dai legali di Pittelli, Guido Contestabile e Salvatore Staiano.
Pittelli è stato arrestato dai carabinieri il 19 dicembre 2019 ed è stato detenuto nel carcere di Nuoro per 10 mesi. Per l’accusa Pittelli è il trait d’union tra le cosche vibonesi, in particolare la cosca Mancuso, originaria di Limbadi ed egemone in tutta la Provincia di Vibo Valentia, e il mondo della massoneria deviata e dei colletti bianchi. Un vero e proprio “Giano bifronte”, “accreditato nei circuiti della massoneria più potente, è stato in grado di far relazionare la ‘Ndrangheta con i circuiti bancari, con le società straniere, con le università, con le istituzioni tutte, fungendo da passepartout del Mancuso, per il ruolo politico rivestito, per la sua fama professionale e di uomo stimato nelle relazioni sociali”.
Nella sua funzione di “uomo cerniera”, si legge nell’ordinanza, “avrebbe messo sistematicamente a disposizione dei criminali il proprio rilevante patrimonio di conoscenze e di rapporti privilegiati con esponenti di primo piano a livello politico-istituzionale, del mondo imprenditoriale e delle professioni, anche per acquisire informazioni coperte dal segreto d’ufficio e per garantirne lo sviluppo nel settore imprenditoriale”. Nei confronti dell’ex senatore è stato disposto il giudizio immediato ed il processo inizierà il prossimo 9 novembre davanti al Tribunale collegiale di Vibo Valentia.