Favoreggiamento latitanza boss, assolto avvocato a Catanzaro

29 Ottobre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Il gup di Catanzaro Paola Ciriaco ha assolto con la formula "perché il fatto non sussiste" l'avvocato di Lamezia Terme Antonio Larussa dall'accusa di favoreggiamento della latitanza di Daniele Scalise, elemento di spicco dell'omonima cosca, e procurata inosservanza della pena e violenza privata ai danni dell'avvocato Francesco Pagliuso, ucciso nel giardino della propria abitazione la notte del 9 agosto 2016. Entrambi i reati contestati erano aggravati dal metodo mafioso perché, secondo l'accusa, sarebbero stati commessi per "agevolare l'attività della 'ndrina degli Scalise".
Sotto processo c'era anche la sua assistente di studio, Tullia Pallone, assolta dall'accusa di favoreggiamento semplice per aver aiutato, secondo i pm, Larussa a eludere le investigazioni.
Il 12 febbraio scorso nei loro confronti il magistrato della Dda di Catanzaro, oggi sostituto a Palmi, Elio Romano aveva chiesto rispettivamente 3 anni e un anno di reclusione. A costituirsi parte civile in questo processo era intervenuta la Camera penale di Lamezia Terme con l'avvocato Marcello Manna e i familiari dell'avvocato Francesco Pagliuso assistiti dagli avvocati Bonaventura Candido, Nunzio Raimondi e Salvatore Staiano. L'impianto accusatorio è stato però smontato dal Gup, che ha assolto gli imputati.

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