Il Collegio Sant’Ignazio fa un appello alle istituzioni e spiega: ordinanza di De Luca illogica

8 Novembre 2020 Cronaca di Messina

La proroga della chiusura di tutte le scuole pubbliche e private (comprese materne, elementari e medie) disposta dal sindaco De Luca fino all’11 novembre continua a suscitare reazioni. Mentre c’è chi ha già inoltrato ricorso al Tar, ci sono proteste in piazza. A scrivere una lettera aperta oggi è il Collegio Sant’Ignazio. La missiva è indirizzata ai presidenti Mattarella, Conte, Musumeci, alla ministra Azzolina, all’assessore regionale Lagalla, alla prefetta Librizzi e al sindaco De Luca.

Tamponi, banchi, termoscanner

Pur sussistendo l’intenzione di rispettare l’ordinanza del sindaco, ci sembra doveroso manifestare il nostro disappunto. Il nostro istituto scolastico privato conta oltre 500 alunni e 110 dipendenti tra docenti e personale ATA, garantendo istruzione dal settore dell’infanzia a quello secondario di secondo grado con 4 licei. Il collegio S. Ignazio non ha la pretesa di ritenersi immune dai rischi legati alla pandemia in corso, ma è pienamente consapevole, specie a seguito dell’esperienza del primo lockdown, che l’attuale migliore sistema contro il virus è certamente la prevenzione. Sin dall’avvio dell’anno scolastico 20/21, ha proceduto a mettere in “sicurezza” ogni singolo alunno e lavoratore scolastico della propria comunità, mediante l’acquisto di banchi monoposto, di termoscanner e di dispositivi di protezione e di sanificazione. Ha previsto momenti di formazione e informazione, elaborando protocolli di sicurezza mirati oltre che integrativi di quelli previsti dalla legge. Ha proceduto, finanche, all’effettuazione mensile di tamponi molecolari oro-faringei ai docenti, ai genitori e persino agli alunni più piccoli”.

Cosa prevede il Dpcm sulle scuole

In occasione della prima ordinanza sindacale, quella che ha disposto la chiusura dal 31 ottobre all’8 novembre aveva già destato perplessità da parte del Collegio Sant’Ignazio. Lo stesso D.P.C.M del 3 novembre, dividendo l’Italia in zone di rischio con diverse restrizioni, ha lasciato comunque   aperti gli Istituti scolastici  dalla  scuola  dell’Infanzia alla scuola secondaria di primo grado salvo alcune eccezioni, su tutto il territorio Nazionale.

Vanificazione dei sacrifici

“ Il  primo  lockdown, ci ha “educato” alla consapevolezza che i sacrifici dovuti dal distanziamento e dall’uso costante della mascherina (oggi anche tra i banchi), sono fondamentali alla garanzia del “bene supremo”, ovvero, la Scuola in presenza!!!- prosegue la lettera aperta- Pertanto, l’amarezza della nostra comunità scolastica nasce dalla ingiustificata vanificazione di tutti i sacrifici, in primis degli studenti e dalla chiusura indifferenziata degli Istituti pubblici e privati nonostante, in alcuni di essi, non sia stato registrato ancora alcun caso”.

Ecco che altro facciamo

Il Collegio Sant’Ignazio garantisce dalle 7.30 alle 18.30 la permanenza degli alunni al suo interno, prevedendo: 4 diversi momenti di sanificazioni straordinarie giornaliere degli ambienti; la rilevazione della temperatura ex ante, in itinere ed ex post scuola; lo scaglionamento degli ingressi e delle uscite; l’igienizzazione e la sanificazione al cambio di aula e al termine di ogni ora. Pur non avendo la pretesa di una immunità virologica che la protegge, ritiene, allo stato attuale delle cose, di costituire un “luogo” più che sicuro.

Chiusura illogica

Avremmo  condiviso  e  fatta  propria  un’ordinanza  che  richiedeva  l’aumento  dei  protocolli  di sicurezza e/o delle azioni di prevenzione (incluso l’obbligo dei tamponi) all’interno della scuola, ma non che ne ordinava la chiusura, a nostro parere illogica rispetto ai D.P.C.M vigenti oltre che inefficace al raggiungimento della finalità contenuta nella stessa, ovvero la ricostruzione  della catena dei contatti stretti ed eventuali focolai sulla popolazione di Messina che tocca 28.783 da 0 a 14 anni su un totale di 229.565  residenti”.

Appello a Musumeci e Conte

Il Collegio Sant’Ignazio si rivolge anche al presidente Musumeci per capire se condivida o meno l’ordinanza del sindaco De Luca dal momento che proprio il Dpcm del 3 novembre affida alla Regione e non ai sindaci la competenza su queste decisioni restrittive in deroga. “Chiediamo  pertanto,  con  fiduciosa  speranza,  un  Vs  autorevole  intervento  nelle  rispettive competenze affinché ci sia data la possibilità di poter continuare le lezioni in presenza, come indicato dall’ultimo D.C.P.M nazionale, e sempre nel rigoroso rispetto delle normative”.

La lettera è firmata dalla professoressa Maria Muscherà (Direttore Generale) e dal Dott. Gianluca Busacca Rappresentante Legale dei Rappresentanti del Consiglio d’Istituto.

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