10 Novembre 2020 Giudiziaria

MESSINA: “Ha favorito un amico imprenditore”. Chiesto il processo per l’ex procuratore di Ragusa Petralia

“Abuso d’ufficio”. La procura di Messina chiede il rinvio a giudizio per l’ex procuratore di Ragusa Carmelo Petralia, accusato di aver favorito l’imprenditore Giovanni Giudice, suo amico, che era finito in un’indagine della Guardia di Finanza. I fatti risalgono al 2010 – come scrive Salvo Palazzolo su Repubblica dove ricostruisce tutta la vicenda – il titolare di una ditta del ragusano aveva denunciato Giudice perchè gli avrebbe “imposto l’emissione di fatture di comodo per una sua società”, ricostruisce il capo d’imputazione per il magistrato. Petralia, attuale procuratore aggiunto a Catania, si assegnò il fascicolo, in cui veniva ipotizzato il reato di concorso in estorsione. Petralia avanzò una richiesta di archiviazione, scrivendo che per le “violazioni segnalate dalla Guardia di Finanza risultano attivati gli ordinari percorsi amministrativi, mentre per quelle penalmente rilevanti si è separatamente proceduto sia a carico di Giudice” che dell’imprenditore che lo aveva denunciato. Nel provvedimento, si faceva riferimento a un altro fascicolo, che però non ebbe alcun seguito. L’ex procuratore Petralia, presento un’altra richiesta di archiviazione per prescrizione. Ma non tutte le accuse relative agli illeciti fiscali erano prescritte, contestano i magistrati di Messina. Secondo la ricostruzione della procura, in questo fascicolo sarebbero emerse anche altre stranezze. La riunione dei due procedimenti, sollecitata da un sostituto nel 2011, non avvenne, sulle carpette c’è traccia di una cancellazione. Di sicuro, il procuratore Petralia si assegnò anche il secondo fascicolo riguardante l’imprenditore.

Il giudice delle indagini preliminari ha già fissato un’udienza per discutere del caso. La difesa respinge le contestazioni, Petralia ha ribadito anche ai pm di aver sempre operato correttamente. La richiesta di rinvio a giudizio porta la firma del procuratore capo de Lucia e del sostituto Antonio Carchietti.

Per l’accusa “ha violato consapevolmente il proprio dovere di astensione, considerati i rapporti di amicizia e frequentazioni intercorrenti con Giovanni Giudice”. Scrive la procura nella richiesta a giudizio: “Con le condotte descritte Carmelo Petralia ha arrecato un ingiusto vantaggio patrimoniale a Giovanni Giudice, nei cui confronti non veniva azionato il doveroso accertamento procedimentale in ordine ai reati tributari segnalati dalla Guardia di Finanza, e un danno ingiusto a carico dell’Agenzia delle Entrate, persona offesa dai reati segnalati dalla Finanza”.

A Messina, Petralia è indagato anche di calunnia, per il depistaggio del falso pentito Scarantino: per questa inchiesta la procura ha chiesto l’archiviazione, si attende la decisione del Gip.