Femminicidio di Lorena. A dicembre l’udienza

19 Novembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Si aprirà il 2 dicembre prossimo l'udienza preliminare a carico di Antonio De Pace, l'infermiere originario di Dasà, in Calabria, che ha assassinato la fidanzata Lorena Quaranta il 31 marzo scorso a Furci Siculo. La Procura contesta anche l'aggravante della premeditazione. Dall'inchiesta infatti, coordinata dal procuratore di Messina Maurizio de Lucia e gestita dal sostituto Roberto Conte, sono emerse le sue chat, inviate ai familiari, in cui De Pace manifestava l'intenzione di trasferire ai nipoti i risparmi depositati nel suo conto corrente. Segno, secondo l'accusa, che aveva pianificato il delitto ed era certo delle conseguenze che ne sarebbero derivate. I due ragazzi, entrambi ventisettenni, lui infermiere, lei studentessa universitaria in Medicina, vivevano insieme. De Pace, dopo aver strangolato la ragazza con cui quella notte aveva avuto una violenta lite, ha chiamato i carabinieri e confessato l'omicidio. Avrebbe anche tentato il suicidio tagliandosi le vene, riuscendo a procurarsi solo ferite superficiali. La sua azione è stata devastante per la povera fidanzata. Dopo aver colpito la ragazza alla fronte con un oggetto, tramortendola, De Pace le è salito sopra, l'ha immobilizzata e l'ha poi soffocata. Oltre a quella della premeditazione, la Procura contesta al ragazzo anche le aggravanti «di aver commesso il fatto contro persona legata da relazione affettiva e per motivi abietti e futili».

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