«Emanuele era soggetto disponibile». Il pentito Barbagiovanni parla delle ultime elezioni e del sindaco Galati Sardo

21 Novembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Ci sono ancora nuovi verbali inediti dei pentiti agli atti del maxiprocesso “Nebrodi”, sulle truffe agricole dei clan tortoriciani. Sul finire dell'udienza scorsa li ha depositati il sostituto della Dda Francesco Massara, uno dei magistrati che regge l'accusa al dibattimento. E sono ancora una volta emblematici del contesto criminale-mafioso in cui si sono mossi i gruppi dei Bontempo Scavo e dei Batanesi per anni, divenendo negli ultimi tempi predominanti in parecchie aree siciliane, anche rispetto ai Barcellonesi. Si tratta di due stralci di dichiarazioni di Giuseppe Marino Gammazza e Carmelo Barbagiovanni che Nuccio Anselmo riporta sulla pagine di Gazzetta del Sud.

Ed è proprio Barbagiovanni, parlando a lungo in un interrogatorio del 19 ottobre scorso, che ha aggiunto alcuni tasselli sull'appoggio che le organizzazioni mafiose tortoriciane hanno dato nelle varie campagne elettorali, una tema che aveva già trattato in precedenza sopratutto con il presunto coinvolgimento enti del sindaco di Tortorici Emanuele Galati Sardo, che è tra gli imputati del maxiprocesso.

«L'associazione mafiosa dei Batanesi - ha raccontato Barbagiovanni -, si è sempre interessata delle elezioni comunali di Tortorici, operando solitamente in questo modo: una parte del gruppo si schierava a favore di un candidato, e un'altra parte a favore del suo diretto antagonista, in modo tale che ne saremmo usciti comunque vincitori. Concluse le elezioni, facevamo pesare al candidato vincente la circostanza che l'avevamo sostenuto, ma, in realtà, il gruppo criminale non si spendeva molto per la raccolta dei voti. In occasione delle ultime elezioni amministrative a Tortorici, io mi trovato detenuto essendo stato arrestato il 19 gennaio 2019. Prima del mio arresto, ho appreso che, per queste elezioni, Bontempo Sebastiano detto biondino, Bontempo Sebastiano detto uappo e Galati Giordano Vincenzo detto lupin avrebbero sostenuto politicamente il candidato sindaco Emanuele, di cui in questo momento non mi sovviene il cognome. Tutti e tre i soggetti che ho menzionato mi dissero che si stavano interessando per procurare voti a favore di Emanuele, la cui moglie è sorella dell'uomo che ha sposato la sorella del biondino».

«Io sapevo che Emanuele - ha raccontato ancora Barbagiovanni -, era soggetto disponibile per la presentazione delle domande fasulle di contributi all'Agea; era, infatti, circostanza risaputa nell'associazione mafiosa che Emanuele si prestava a sistemare la documentazione relativa a queste domande. Biondino, lupin e uappo mi dissero che Emanuele andava sostenuto politicamente, perché se fosse stato eletto sindaco, ci avrebbe avvantaggiato ad esempio per l'assegnazione dei terreni di proprietà del Comune di Tortorici, o per altre nostre esigenze. Specifico che in occasione di un incontro che ebbi con Emanuele, nel suo, ufficio intorno al mese di novembre del 2018, lui stesso mi chiese di procurargli i voti per le elezioni alle quali era interessato; io gli dissi che già sapevo che i tre soggetti che ho sopra menzionato lo sostenevano, e lui mi ribadì la sua disponibilità per le nostre esigenze. In quell'occasione, gli dissi, a mo' di battuta, che ero disponibile a farmi fotografare con un suo antagonista, nell'atto di cercare voti in modo tale che lui potesse attaccarlo politicamente, perché si era fatto sostenere da me. Emanuele, mettendosi a ridere, mi disse che l'idea non era male, ma questo proposito non ebbe poi corso in quanto, di lì a poco, io fui arrestato. Non ho informazioni specifiche concernenti le elezioni comunali di Tortorici precedenti il 2019».

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