“Residenze fittizie”. Due assolti in appello

25 Novembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Di Leonardo Orlando - I giudici della Corte d'Appello, presidente Alfredo Sicuro, hanno radicalmente riformato la sentenza di condanna che era stata decisa dal Tribunale di Barcellona, assolvendo ora, con la formula più ampia, gli unici due imputati che in primo grado erano stati condannati per “falso” a causa dell'inchiesta sulle presunte residenze fittizie attivate per aumentare il corpo elettorale in vista delle elezioni amministrative del giugno 2013, a Tripi. In riforma della sentenza di condanna, sono stati assolti, perché “il fatto non sussiste”: il vigile urbano che era in servizio al Comune, Pietro Rizzo, 66 anni, dai reati di falsità ideologica e falsità materiale, commessi dal pubblico ufficiale in atti pubblici; e Leonardo Massimo Di Mario, 41 anni di Furnari, che si era trasferito a Tripi, assolto dal reato di falsità ideologica. I due erano stati infatti condannati in primo grado, rispettivamente, a 2 anni e 2 mesi Rizzo ed a 6 mesi Di Mario. Le due persone ora assolte perché il fatto “non sussiste” sono state difese dagli avvocati Guglielmo D'Anna, Tonino Pino e Massimo Marchese. Per gli altri indagati che furono coinvolti nel procedimento, per i quali la sentenza è definitiva, il Tribunale decise 4 prescrizioni ed una sola assoluzione piena. Quest'ultima, perché il fatto non sussiste, era stata decisa per Gilda Atzeni, 67 anni di Furnari, che era accusata di aver dichiarato il falso nella sua richiesta di trasferimento della residenza. Dichiarazione di prescrizione dei reati di falsità per altre 4 persone che avrebbero richiesto - secondo l'originaria accusa -, dichiarando il falso, la residenza a Tripi in un periodo tra ottobre 2011 e novembre 2012, precedente alle elezioni di giugno 2013, in tempo utile, secondo le ipotesi investigative, per essere inseriti nelle liste dei votanti. Si tratta di Eleonora Ferrara, 34 anni di Terme Vigliatore; Antonio Carmelo Benvegna, 27 anni di Barcellona; Maria Francesca Benvegna, 31 anni di Barcellona; Luigina Giganti, 68 anni residente a Moncalieri, per tutti il reato di falsità ideologica è risultato prescritto già un anno fa. Furono i carabinieri ad accertare il flusso migratorio anomalo. Nelle indagini sarebbe stato appurato che la residenza fu concessa a richiedenti che avevano dichiarato di abitare in fabbricati privi di energia elettrica e acqua potabile. Fu accertato che uno dei fabbricati, che risultava “abitato”, sarebbe stato dichiarato inabitabile perché diroccato. Nell'inchiesta non sono invece emerse responsabilità nei confronti di coloro che avrebbero organizzato il flusso migratorio verso il Comune. Flusso che avrebbe avuto lo scopo di incrementare l'elettorato per una delle 2 fazioni politiche in campo. Fonte: Gazzetta del Sud

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