“Ottavo cerchio”: Patteggiano l’imprenditore Micali, il commerciante Pietro Ferrante e Felice D’Agostino

26 Novembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

C'è un'altra “sentenza” per l'inchiesta Ottavo cerchio, con cui la Squadra Mobile nel marzo scorso fece emergere un giro di “mazzette” che vedeva coinvolti imprenditori privati, funzionari pubblici e faccendieri che si prestavano a fare da mediatori tra le due parti. Ieri davanti alla seconda sezione penale del tribunale presieduta dal giudice Claudia Misale hanno avuto accesso alla pena concordata tra accusa e difesa in tre, ovvero l'imprenditore Giuseppe Micali (3 anni e 6 mesi), il commerciante Pietro Ferrante e Felice D'Agostino (2 anni). In precedenza il gip aveva rigettato la richiesta, che è stata reiterata in udienza dagli avvocati Alessandro Billè, Pietro Venuti, Tommaso Autru Ryolo e Teresa Aliberti. E in questo caso è stata accolta. L'operazione Ottavo cerchio (il riferimento e all'Inferno dantesco), che fu condotta nel marzo scorso dalla polizia, ruota intorno ad un giro di “mazzette” che avrebbe coinvolto imprenditori e funzionari pubblici, dal Genio civile al Comune di Messina. Un'inchiesta con undici arresti, quattordici indagati, nella quale è coinvolto anche un autista giudiziario della Procura, Angelo Parialò, accusato di essere una “talpa” che avrebbe fornito informazioni sugli spostamenti del procuratore aggiunto Vito Di Giorgio, parlandone con uno degli indagati, Marcello Tavilla.

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione