OPERAZIONE ‘ZIFAF’, LE INTERCETTAZIONI. ECCO COME SI TRUCCAVANO I MATRIMONI: “Vai dal cinese a prendere le fedine”

9 Dicembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

 

Dalle prime luci dell’alba i finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Messina stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 16 persone, 5 in carcere e 11 ai domiciliari, tra promotori e membri di due gruppi criminali con base a Messina, che avevano realizzato una rete d'immigrazione clandestina e matrimoni di comodo. Arresti a Messina, Catania, Bergamo, Torino e Francoforte.

L'inchiesta, nome in codice “Zifaf”, condotta dagli specialisti del gruppo Investigazione criminalità organizzata del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Messina, sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia, ha permesso di far luce su un consolidato sistema illegale per l’organizzazione di falsi matrimoni tra italiani e stranieri, con marocchini, algerini e tunisini. I riti avevano lo scopo di far conseguire la carta di soggiorno per motivi di famiglia, essenziale per l’ingresso e la permanenza in Italia, oppure per “sanare” la posizione degli extracomunitari che avevano subito decreti di espulsione dal territorio italiano. L'indagine è nata mettendo insieme una serie di false dichiarazioni rese da cittadini italiani a pubblici ufficiali sulle loro qualità personali, con riferimento allo status di celibe o nubile. Dopo una serie di accertamenti i finanzieri hanno accertato un contesto chiaro rispetto a molti “matrimoni misti”: sono emerse la ripetitività dei testimoni di nozze o degli interpreti stranieri, oppure le ricorrenti parentele tra testimoni e sposi. Questo quadro ha fatto ipotizzare l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere per l’organizzazione illecita di “falsi” matrimoni.

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