Sponsorizzazioni e rifiuti, la Cassazione decide su 3 misure

13 Dicembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Sarà la Corte di Cassazione a pronunciarsi, su ricorso delle difese con udienza fissata a gennaio, sull'esecuzione in atto sospesa di un'ordinanza del Tribunale del Riesame di Messina per l'applicazione di misure cautelari per tre indagati di un'inchiesta sullo sfondo di affidamenti nel recente passato inerenti al servizio rifiuti nel Comune di Capo d'Orlando. Destinatari delle richieste, in sospeso, di arresti domiciliari, sono l'ex sindaco di Capo d'Orlando Enzo Sindoni, l'imprenditore Andrea Paterniti Isabella, ex assessore dimessosi lo scorso novembre e già consigliere comunale dal 2011 a 2016, e il padre imprenditore Antonio Paterniti Isabella. A seguito dell'indagine della Guardia di Finanza - come scrive Giuseppe Romeo su Gazzetta del sud nel dare la notizia - le richieste formalizzate dal pubblico ministero Alice Parialò avevano già incontrato, a marzo scorso, il diniego del Gip di Patti Eugenio Aliquò, che non aveva ravvisato dal compendio investigativo alcuna gravità indiziaria tale da sostenere l'applicazione delle misure.

L'impugnazione del pm è stata quindi parzialmente accolta dal collegio messinese, presidente Micali, giudici Vermiglio e Smedile. Dalle motivazioni del Riesame, all'esito dell'udienza di luglio, depositate a fine ottobre e di cui si è ora appreso, emergono contestazioni di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. Tratteggiato dagli inquirenti uno scenario di legami personali, economici e politici ed un articolato contesto di procedure amministrative, affidamenti e quote di società, legato al servizio rifiuti. Per l'ex sindaco Sindoni e l'imprenditore Antonio Paterniti, la contestazione riguarda le sponsorizzazioni di cui la locale squadra di basket, all'epoca in serie A1 e di cui Sindoni è il “patron”, ha beneficiato tra il 2014 e il 2015 da varie ditte riferibili a Paterniti. Complessivi 130 mila euro per cui scrive il Riesame “non esistono contratti di sponsorizzazione”. Il contributo, che per le difese rappresentava un normale sostegno ad una delle maggiori realtà sportive siciliane, per il Riesame avrebbe invece “ricompensato” gli affidamenti che tramite ordinanze sindacali contingibili e urgenti Sindoni aveva reiterato, ben oltre i diciotto mesi consentiti dalla legge, per la raccolta rifiuti nella fase di transito tra Ato e Aro.

Ordinanze, hanno ribattuto i difensori, senza profili di illegittimità, ai fini di salute pubblica e adottate analogamente in molti comuni. L'imputazione a carico di Andrea Paterniti, come amministratore di una delle società sotto la lente, riguarda l'affidamento del Comune paladino dal gennaio 2016, del trattamento dei rifiuti differenziati alla Niem di Torrenova, riferibile ai Paterniti, senza preventiva indagine di mercato e, scrive il Riesame “sulla scorta di una segnalazione della stessa ditta che gestiva la raccolta (Gilma srl)”. Qui emerge anche il nome dell'ex funzionario comunale Michele Gatto, oggi in pensione, per il suo ruolo nell'ufficio tecnico e di professionista privato. Per lui il Riesame ha confermato l'inapplicabilità della misura. Richieste rigettate anche per altri 4 indagati, rappresentanti di varie società.

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