15 Dicembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

‘KRISTOFER E LE LUCI DI NATALE’ di Salvatore Mastroeni

Messina si è risvegliata oggi con una notizia triste, quella della morte di un uomo di 53 anni su un panchina della stazione, che magari non riempirà nessuna prima pagina di quotidiani, ma che colpisce, stordisce chi vive la città tra gli ultimi. Tra questi c’è certamente l’ex magistrato Salvatore Mastroeni, che proprio ieri sera si trovava alla stazione ferroviaria, come ogni settimana da anni, per distribuire cibo e bevande. Conosceva bene Kristofer, da anni cittadino invisibile di questa città. E’ anche per questo che ci ha voluto mandare una riflessione che pubblichiamo di seguito:

Trovato morto un clochard polacco su una panchina alla stazione. Questa è la notizia.

Non per me. Kristofer. Uno di noi, e tra noi non esiste nazionalità, non esistono clochard, non esistono distinzioni.

Uomini, tutti uomini, e vi assicuro che in ogni abitante della stazione vi è tanta tantissima dignità, quella che sa sopravvivere nonostante la miseria e gli stracci, e i rapporti sono veri, non il teatro e le maschere e i ruoli della vita normale.

E quanto oggi mi colpisce la sua morte, in tutto. Lo conobbi tanti anni fa, erano in tre polacchi, una piccola comunità. E sempre era rimasto nel giro stazione, apparendo e scomparendo come tanti.

La panchina, dove sei morto è un simbolo, il piccolissimo pezzo di mondo che ancora, a stento, vi accoglie. Con la voglia di far belle le città, mandando via i poveri e magari mettendo fiori, incolpevoli simboli crudeli della progressiva soppressione di umanità.

Ma di più, la panchina nella piazza della Stazione, dove c’è la fontana, la grande scritta “MESSINA”, dove la sera trovate un punto di incontro e un po’ di luci. Le luci e le canzoni di Natale.

Ieri sera eravamo alla stazione. Frà Giuseppe mi ha detto, “c’è Kristofer sulla panchina, andiamo a portargli qualcosa?”. Ho preferito restare a controllare il distanziamento nella distribuzione del cibo.

Ora mi manca quel saluto.

Fra Giuseppe ti ha visto sofferente, si è offerto di accompagnarti alla casa di Vincenzo, hai risposto “resto qui, a sentire la musica e vedere le luci di Natale”.

Così è morto. Lì.

Tenetele accese questo c..benedette luci, non sapete il valore che hanno, quanto riscaldano chi non ha nulla. Tenete accesa una luce nel cuore per una mano, un sorriso ai fratelli in difficoltà. Non vi spegnete, un giorno con i vostri sogni della neve degli alberghi delle feste della bellezza della ricchezza del successo e, oggi, dietro le vostre mascherine respingenti e la vostra paura di perdere il vostro mondo dorato.

Tanto tempo fa, chiedevo aiuto per i poveri. Ho potuto toccare con mano l’indifferenza, l’invisibilità che vi caratterizzava per chi stava bene, l’avarizia dei cuori.

Ho smesso di chiedere.

Oggi, e forse neanche si percepisce, forse in tanti rischiano in un mondo inclinato, dove otto ricchi hanno la stessa ricchezza di mezza umanità, nel mondo di Gates, di Bezos, del signor Internet, della digitalizzazione e delle case farmaceutiche, rischiano di finire nella povertà.

Non basteranno panchine se va male. E invece di continuare le scalate di minipotere e la lotta fratricida, amiamo e salviamo l’uomo, centro e cifra di tutto.

Non diventiamo tutti schiavi di un potere che non ha cuore, sentiamoci tutti un po’ Kristofer, solo, con le luci di natale ad accompagnarlo in paradiso.

E auguriamoci che almeno per tutti restino quelle luci e quelle canzoni. Per chi muore in ospedale oggi, anche quello, anche un saluto è negato.

Se vedete la panchina alla fontana a Piazza Stazione piangete, se volete un pò nostro fratello Kristofer, piangete o meglio preghiamo anche per tutti noi.

Ma credo nella Provvidenza.

Salvatore Mastroeni