“50 minuti per l’arrivo dei vigili in centro”, il Silpol a De Luca: “Lei non è indenne da colpe”

18 Dicembre 2020 Politica

La replica del Silpol (Sindacato italiano lavoratori di Polizia locale) al j’accuse del sindaco Cateno De Luca, in diretta da piazza Duomo, non si è fatta attendere. Il primo cittadino era intervenuto in seguito alla segnalazione di un disabile impossibilitato ad attraversare per la presenza di auto negli stalli a loro riservati. Lo stesso De Luca ha chiamato la centrale operativa. “Non è possibile – sbottò – che bisogna attendere 50 minuti per l’arrivo degli agenti”. Nel corso della diretta non ha risparmiato dure accuse alla Polizia locale e al dirigente che la guida. Fin qui la cronaca.

Le scuse del sindacato all’utente

“Sul fatto specifico – esordisce il segretario provinciale Silpol, Giuseppe Gemellaro – nulla da obiettare. Noi lavoriamo per i cittadini e vorremmo essere tempestivi ad ogni richiesta d’intervento che spesso viene segnalata come minuzia e poi, giunti sui luoghi, si dimostra  in molti casi intervento complesso che impone tutte le misure necessarie  e sottrae tempo anche ad altri richieste. Quindi – prosegue il sindacalista – chiediamo scusa all’utente così come lo facciamo per tutti quegli interventi inevasi, pochi, a fronte delle migliaia di segnalazioni raccolte ed esitate”. Sin qui le scuse. Segue la replica a De Luca, contenuta in un documento indirizzata al sindaco e per conoscenza al prefetto, al direttore generale del Comune, al segretario generale e al dirigente della Polizia municipale.

“De Luca si informi delle difficoltà quotidiane degli agenti”

“Parliamo di attività – sbotta Gemellaro – che afferiscono ogni anno alla Centrale operativa, attiva come l’intero Corpo h 24,  che richiedono una professionalità ben diversa dai lavori a maglia. Si informi, il primo cittadino – prosegue – della difficoltà quotidiana di poter garantire ai lavoratori un mezzo di servizio per potersi spostare all’interno di un territorio vasto che non è quello del piccolo Comune dove la realtà è ben diversa e forse ancora oggi si stenta a comprenderlo. Si informi in quali condizioni logistiche il personale si trova costretto ad operare e come sia stata pura parata il trasloco effettuato l’anno scorso di questi tempi per inaugurare una ‘Caserma  cantiere’, per ritornare recentemente, con ulteriore trasloco, armi e bagagli, al Palacultura, tra mille disagi incluso quello dei limiti di una pandemia da Covid-19 che sta colpendo anche gli appartenenti al Corpo. Si informi il primo cittadino – incalza il sindacalista – di quale sia lo stato lavorativo in merito a ferie e riposi arretrati del personale, che rinuncia anche alle necessità della propria vita familiare e personale per garantire una presenza a tutti i livelli, fuori e dentro gli uffici, per dare seguito ai bisogni dell’utenza, alle sopravvenute contingenze legate alla pandemia ed alla ingente mole di atti la cui responsabilità nella mancata evasione non ricade certo su altri.

“E si informi meglio sulle questioni contrattuali…”

Si informi meglio sulle questioni contrattuali e retributive del personale, magari spaziando il suo sguardo a qualche altra città metropolitana, per comprendere che il salario dei dipendenti non avviene per sua gentile concessione ma per applicazione di norme e contratti che vigono, per fortuna, su tutto il territorio nazionale.     Non faccia facili speculazioni – continua Gemellaro rivolgendosi al sindaco – sui numeri e sull’età anagrafica degli operatori. Non è totalmente colpa sua se non c’è stato ricambio generazionale nel Corpo ma dopo più di metà del suo mandato non può certo ritenersi indenne da colpe nel non prevedere, cosi come chiediamo da sempre, un reale concorso per comandante ed addetti che dia prospettiva di futuro al Corpo.

“E poi si informi anche sulla distribuzione del personale…”

Si informi pure, peraltro l’aver riacquisito la delega alla Polizia municipale, ci faceva ben sperare. Chi ha messo un dirigente amministrativo e non un comandante alla testa del Corpo che come ogni operatore ha la necessità di acquisire profilo e competenze specifiche per operare nella legittimità? O magari avrà pensato di dare vita a surrogati (capetti)  per essere più inclini all’obbedienza?  Si informi in merito alla distribuzione del personale, mi pare strano che sconosca, come a seguito del suo vibrato intervento di richiamo e censura per social sul comportamento di due operatori sul Corso Cavour (neoassunti), gli stessi siano stati immediatamente spostati dalla viabilità ad altro servizio. Ciò insieme ad altri che, a scapito di prerogative ed attribuzioni limitate, vengono impegnati, con rischi personali, in altre attività più specifiche”. Gemellaro va oltre. “Non ci intimorisce il suo colorito linguaggio verbale – conclude – proteso ad ottenere like ed audience sui social, poiché da sempre abituati ad assumerci le nostre piene responsabilità ma riteniamo che dall’alto del suo ruolo, della sua competenza amministrativa, dovrebbe avere un atteggiamento più rispettoso verso un’onorata Istituzione ed i suoi appartenenti. Ma questo è il nostro modesto ed umile pensiero”.

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