Giro di usura, Nunzio Venuti si difende davanti al gip

23 Dicembre 2020 Inchieste/Giudiziaria

Hanno scelto strategie difensive differenti i tre messinesi arrestati dalla Squadra mobile, in quanto ritenuti responsabili di aver “strozzato” il titolare di una impresa di pulizie in gravi difficoltà economiche. Ieri, a Palazzo Piacentini, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Tiziana Leanza, Nunzio Venuti ha deciso di fornire la sua versione dei fatti e rispondere quindi alle domande sul suo “ruolo” di creditore con restituzioni maggiorate. Hanno invece fatto scena muta Antonino Morvillo e il suocero Giuseppe Maggio. I tre indagati sono assistiti dagli avvocati Salvatore Silvestro, Decimo Lo Presti e Giuseppe Donato. Erano stati arrestati e sottoposti ai domiciliari dagli agenti della Questura di Messina, venerdì scorso, con l'accusa di usura pluriaggravata. Avrebbero erogato svariate somme di denaro, pretendendo un sovrapprezzo tra il 33 ,33e il 144,44 per cento. Gli episodi contestati abbracciano un arco di tempo compreso tra i mesi di maggio e agosto 2019. È emerso che tramite Morvillo, suo conoscente, l'imprenditore in crisi sarebbe stato messo in contatto con Venuti, ottenendo un prestito di 3.000 euro e restituendo, in trenta giorni, la somma di complessiva di 4.000 euro.

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