9 Gennaio 2021 Cronaca di Messina

I DETTAGLI – COVID, ECCO I DATI CHE HANNO PORTATO AD UN NUOVO LOCKDOWN A MESSINA. FIRMATA L’ORDINANZA REGIONALE

Sono 1.839 i nuovi positivi al Coronavirus oggi in Sicilia su 10.427 tamponi processati. Le vittime sono state 31 nelle ultime 24 ore che portano a 2.695 deceduti dall’inizio della pandemia.

I positivi sono 40.398 con un aumento di 726 casi. Negli ospedali i ricoveri sono 1.461, 15 in più rispetto a ieri. I ricoveri in regime ordinario sono 1256, 10 in più rispetto a ieri; in terapia intensiva sono 205, 4 in più rispetto a ieri. I guariti sono 1.082.

La distribuzione nelle province vede a Catania con 438 nuovi casi, Palermo 317, Messina 283, Ragusa 41, Trapani 254, Siracusa 197, Caltanissetta 92, Agrigento 157, Enna 60.

La regione siciliana ha istituito la zona rossa nel comune di Messina da lunedì 11 al 31 gennaio, l’ordinanza del presidente Musumeci è stata appena firmata (leggi sotto), alla luce dei numerosi contagi.

I NUMERI IN CITTA’

Ma sono altri i numeri che fanno discutere.

Sono infatti numeri ‘pesanti’ quelli che hanno portato alla decisione di chiudere tutto per tre settimane la città di Messina. Oggi sono stati resi pubblici e analizzati in occasione del tavolo tecnico riunito al Comune.

La relazione dell’Ufficio straordinario Covid è stata trasmessa alla Regione, dal commissario Marzia Furnari, venerdì pomeriggio, una volta appreso che la Sicilia non sarebbe stata dichiarata zona rossa. Viene evidenziato, tra l’altro, che «a partire dalla prima settimana di dicembre si è registrato un incremento di circa il 40% dei casi settimanali». Negli ultimi 14 giorni l’impennata, per cui «la provincia di Messina, in rapporto alla popolazione residente, presenta l’incidenza più alta, pari a 51,3 nuovi casi ogni 10.000 abitanti», contro i 42,72 di Catania e 27,96 di Palermo. Un dato a cui ha contribuito in maniera «preponderante» proprio il comune di Messina, «con un numero di casi sul totale della provincia del 68.74% nei soli ultimi 14 giorni di analisi». Per questo, per tasso di incidenza dei contagi sulla popolazione, Messina è diventato «il primo tra i capoluoghi di provincia» in Sicilia.  Una delle fotografie di quanto la situazione epidemiologica sia peggiorata, a Messina, nelle ultime settimane è il rapporto tra positivi e tamponi molecolari effettuati:

dal 9 al 22 dicembre sono stati eseguiti 5260 tamponi e ci sono stati 1627 positivi (percentuale del 31%);

dal 23 dicembre al 5 gennaio sono stati eseguiti 6794 tamponi e i positivi sono stati 2347 (percentuale del 34,5%). Va fatta una precisazione: sono esclusi, evidentemente, tutti i tamponi rapidi effettuati nei vari screening, compreso quello all’ex Gazometro, in quanto vengono tenuti in considerazione solo i tamponi molecolari. Ma resta un dato alto, tant’è che il Comitato tecnico scientifico regionale aveva proposto tra gli indicatori di cui tener conto proprio il rapporto tamponi molecolari effettuati-tamponi positivi, da considerare critico se superiore al 15% (oggi siamo a più del doppio).

Da inizio pandemia sono stati 7.206 i casi registrati a Messina. 

In totale, dall’inizio dell’epidemia, in provincia di Messina si sono registrati 12.476 casi. «Dopo aver osservato un trend di nuovi casi in diminuzione dall’inizio di aprile – si legge nel report dell’Ufficio Covid -, si osserva da metà luglio un aumento di nuovi casi giornalieri, sebbene con un trend altalenante, che ha riportato il livello di nuovi casi giornalieri a un livello superiore rispetto a quanto osservato a marzo». Quindi da ottobre «si registra un progressivo incremento di casi in tutta la provincia e nel capoluogo, con un picco massimo intorno agli ultimi giorni del 2020».

Nel comune di Messina, in particolare, da inizio pandemia sono stati 7.206 i casi registrati: il picco il 30 dicembre scorso, con 313 casi diagnosticati (sui 361 dell’intera provincia). Nei quattordici giorni che vanno dal 23 dicembre al 5 gennaio, in particolare, sono stati 2.202 i casi rilevati nella città di Messina: in due settimane, dunque, quasi un terzo del totale dei casi da inizio pandemia.

C’è poi il “famoso” indice Rt, l’indice di trasmissibilità del virus, tra gli indicatori più importanti: nella provincia di Messina, al 22 dicembre, è di 1.06, contro l’1.04 della Sicilia.

Posti nei vari ospedali. 

Questo il quadro che emerge dal ridisegno “d’urgenza” della rete ospedaliera:

Policlinico posti ordinari occupati 59 su 75, posti occupati in terapia intensiva 20 su 24 (i posti ordinari posso essere aumentati di 20 togliendoli ai ricoveri ordinari di altri ambiti e i posti in terapia intensiva possono arrivare a 30 con lo stesso principio);

Papardo posti ordinari occupati 32 su 35 (+2 posti covid nel punto nascita occupati anche), posti in terapia intensiva occupati 11 su 12 (verranno attivati altri 8 posti ordinari entro i primi di febbraio);

Neurolesi-Piemonte 15 posti di degenza ordinaria covid verranno attivati tra qualche giorno, ci sono già 8 posti in terapia intensiva (o sub intensiva) già saturi;

il Neurolesi ha attivato anche 12 posti (che arriveranno a 60 per i primi di febbraio) a Casazza per i pazienti post covid (vale a dire quelli che escono dalla terapia intensiva, si sono negativizzati e necessitano di riabilitazione);

Barcellona P.G. posti ordinari occupati 31 su 40 e non vi è terapia intensiva (dovrebbero essere attivati 10 posti in sub intensiva a breve);

Taormina nessun posto ordinario covid, mentre in terapia intensiva ce ne sono 4 se servono, ma verrebbero tolti ai posti ordinari di terapia intensiva;

San Camillo posti ordinari 46 su 77 e ci sono 3 posti in terapia sub intensiva; alla cappellani posti ordinari occupati 21/47;

Opus posti occupati 31/40. Covid hotel di Trappitello 11 posti occupati su 33; Covid hotel sant’Agata di Militello 25 posti e nessun ospite per ora. Sono state attivate delle convenzioni per fare un Covid Hotel al Capopeloro Resort con 98 camere e al Parco Augusto di Terme Vigliatore con 60 camere.

I positivi delle baracche cittadine andranno obbligatoriamente nei covid hotel per fare la quarantena.

Si è attivato il servizio di tamponi su prenotazione all’ex gasometro (numero di tel della protezione civile). Il servizio di raccolta della spazzatura per i positivi covid verrà fatto dalla MSBC.

Vaccini

A proposito di vaccini, questo il computo messinese aggiornato a venerdì 8 gennaio: 2.107 vaccinati all’Asp, 881 al Papardo, 1.304 al Policlinico e 927 all’Irccs. Oltre 5 mila, quindi, i messinesi finora vaccinati.

L’ORDINANZA REGIONALE.

Ecco nel dettaglio cosa prevede l’ordinanza.

a) divieto di accesso e di allontanamento dal territorio comunale, con mezzi pubblici e/o privati, da parte di ogni soggetto ivi presente, fatta eccezione per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e/o motivi di salute. È sempre consentito il transito, in ingresso ed in uscita, dal territorio comunale per il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, nonché per gli operatori sanitari e socio-sanitari, per il personale impegnato nella assistenza alle attività inerenti l’emergenza. È, altresì, consentito il transito per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, sanitari e di beni e/o servizi essenziali, nonché raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti siano consentiti ai sensi delle vigenti disposizioni nazionali e regionali. Rimane, infine, consentito il transito, in entrata ed in uscita, per garantire le attività necessarie per la cura e l’allevamento degli animali, nonché per le attività imprenditoriali non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante;

b) divieto di circolare, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico e/o privato, nei predetti territori comunali ad eccezione di comprovate esigenze di lavoro, per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità, per ragioni di natura sanitaria, per stato di necessità imprevisto e non procrastinabile o per usufruire di servizi o attività non sospese;

c) sospensione di tutte le attività didattiche e scolastiche, di ogni ordine e grado;

Quindi il 18 gennaio non torneranno in classe le scuole dell’obbligo, medie ed elementari. Si andrà avanti con la Dad.

d) sospensione di ogni attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;

e) sospensione delle attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 23 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre 2020 (QUI IL LINK), anche se esercitate nelle medie e grandi strutture di vendita (compresi i centri commerciali);

f) chiusura dei centri commerciali e/o outlet ad eccezione delle attività commerciali al dettaglio di cui al superiore comma “e”, purché sia consentito l’accesso solamente alle predette attività;

g) rimangono aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie secondo gli ordinari orari di lavoro.

h) Nelle giornate festive è vietato l’esercizio di ogni attività commerciale, ad eccezione di edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie. Rimane sempre consentita la vendita con consegna a domicilio dei prodotti alimentari e dei combustibili per uso domestico e per riscaldamento.

Ecco i negozi al dettaglio che resteranno aperti a Messina da lunedì al 31 gennaio

Ecco il contenuto dell’allegato 23 del Dpcm 3 dicembre 2020 sul Commercio al dettaglio. Stando all’ordinanza regionale questi negozi dovrebbero restare aperti. Il sindaco De Luca nella sua diretta ha sottolineato che vuole approfondire se giuridicamente ha la possibilità di chiudere anche alcuni negozi inseriti nell’allegato 23. Domenica sera l’ordinanza comunale.

• Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari)
• Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
• Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
• Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2), ivi inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione
• Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco:
47.4)
• Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione (incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi
specializzati

• Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
• Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura e per il giardinaggio
• Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
• Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per
ufficio
• Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e
neonati
• Commercio al dettaglio di biancheria personale
• Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati
• Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori
• Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a
prescrizione medica)
• Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
• Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati
• Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
• Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
• Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
• Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali
• Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati
• Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono
• Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici

Spostamenti

Non si potrà uscire di casa se non per ragioni di salute, lavoro o necessità. Sono dunque vietati gli spostamenti se non per «comprovate esigenze» (qui il modulo per l’autocertificazione). Si può fare attività motoria e attività sportiva individuale, si può portare a spasso il cane. Sì alle Messe come previsto dal Dpcm del 3 Dicembre.

Gli spostamenti devono essere giustificati in qualche modo? È necessario produrre un’autodichiarazione?
Si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituisce reato. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata.

Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5?
Sì, soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono contattare il proprio medico curante e rimanere presso il proprio domicilio, evitando i contatti sociali e limitando al massimo anche quelli con i propri conviventi.

Posso fare la spesa in un Comune diverso da quello in cui abito?
Gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si abita sono vietati, salvo che per specifiche esigenze o necessità. Fare la spesa rientra sempre fra le cause giustificative degli spostamenti. Laddove quindi il proprio Comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito, entro tali limiti, che dovranno essere autocertificati.

Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari?
Sì, ma solo per acquistare prodotti rientranti nelle categorie espressamente previste dal Dpcm 3 dicembre 2020, la cui lista è disponibile nell’allegato 23.

Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”?
È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al (dal) lavoro, anche tramite l’autodichiarazione di cui alla FAQ n. 2 o con ogni altro mezzo di prova, la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.

Se abito in un Comune e lavoro in un altro, posso fare “avanti e indietro”?
In questi casi lo spostamento è giustificato per esigenze lavorative, se non è possibile lavorare da casa.

Si può uscire per fare una passeggiata?
Le passeggiate sono ammesse, in quanto attività motoria, esclusivamente in prossimità della propria abitazione. Sono chiaramente ammesse, inoltre, nel caso siano motivate per compiere gli altri spostamenti consentiti (andare al lavoro, motivi di salute o necessità). Per esempio, è giustificato da ragioni di necessità spostarsi per fare la spesa, per acquistare giornali, per andare in farmacia, o comunque per acquistare beni necessari per la vita quotidiana. Resta inteso che la giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità dell’autocertificazione.

È consentito fare attività motoria?
L’attività motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente e in prossimità della propria abitazione. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra persona e indossare dispositivi di protezione individuale. Sono sempre vietati gli assembramenti. L’accesso a parchi e giardini pubblici è consentito? Sì, salvo diverse specifiche disposizioni delle autorità locali, a condizione del rigoroso rispetto del divieto di assembramento e comunque in prossimità della propria abitazione.

Posso utilizzare la bicicletta?
L’uso della bicicletta è consentito per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza o i negozi che vendono generi alimentari o di prima necessità. È inoltre consentito utilizzare la bicicletta per svolgere attività motoria all’aperto nella prossimità di casa propria, mantenendo la distanza interpersonale di almeno un metro, o per effettuare attività sportiva, mantenendo la distanza interpersonale di almeno due metri.