9 Gennaio 2021 Giudiziaria

MESSINA: Il pm: «Confermate le condanne per il traffico di droga dei Mangano»

La conferma integrale di nove delle condanne inflitte in primo grado, più un inasprimento per una pena considerata troppo lieve rispetto alle accuse. È questa in estrema sintesi la requisitoria del sostituto procuratore generale Adriana Costabile, che ieri mattina è intervenuta per l’accusa al processo d’appello per l’operazione “Sfizio”. Si tratta del maxi traffico di droga messo in piedi dal gruppo Mangano di Contesse, che si riforniva in Calabria, Abruzzo ed Emilia Romagna con la complicità di alcuni cittadini albanesi, scoperto dalla Guardia di Finanza dopo mesi d’indagine.

In primo grado, nel novembre del 2019, il gup Tiziana Leanza decise per i riti abbreviati condanne pensatissime per un totale di quasi 107 anni reclusione, che andavano dai 20 anni fino ai 4 anni di reclusione nel procedimento. La condanna più alta, ben 20 anni ciascuno, fu decisa per Antonino Mangano, per Francesco Mangano e Mario Alessandro Mangano. Furono inoltre condannati Giuseppe Aguì a 5 anni, Mino Berlingeri a 8 anni, Carlo Cafarella a 4 anni e 6 mesi, Bektash Kalaj a 5 anni e 4 mesi, Carmelo Mangano a 9 anni e 4 mesi, Giovanni Ragusa a 10 anni e 8 mesi, e infine Hekuran Vangjelaj a 4 anni.

E rispetto a questo quadro ieri mattina il sostituto Pg Costabile ha chiesto nove conferme integrali, e un inasprimento, per Carlo Cafarella, con una pena finale di 7 anni e 4 mesi, visto che per la sua posizione si è registrato l’appello del pm. Adesso il processo è stato aggiornato dal collegio presieduto dal giudice Francesco Tripodi al 19 gennaio, per la conclusione del ciclo di arringhe difensive. Nella stessa giornata dovrebbe registrarsi la sentenza.

Nel procedimento le accuse contestate a vario titolo sono di associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacente e diversi episodi di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione scaturisce dai controlli su una famiglia messinese di Contesse ed è stata battezzata “Sfizio”, dal nome della rosticceria del centro, in via Nastoli, gestita dai fratelli Mario Alessandro Mangano e Francesco Mangano.

La genesi investigativa si deve considerare il controllo effettuato la mattina del 21 marzo 2018 a Villa S. Giovanni dai carabinieri su una Smart bianca, con a bordo due persone senza documenti, che dichiararono di essere Francesco Mangano e Carlo Cafarella. A bordo avevano un bastone artigianale con catena “Nunchaku” e ben 22 mila euro in denaro contante. E controllando i messaggi dei loro telefonini gli investigatori iniziarono a capirci di più, del loro appuntamento a Cosenza e della rete che avevano creato per la “gestione” dei traffici di droga con il gruppo degli albanesi.

Da quel primo step poi i finanzieri di Messina ricostruirono dopo mesi di indagini e lunghe sedute di “ascolto” dei telefonini tutto il traffico di droga, mettendo in fila una serie di prove «univoche e concordanti». E ci fu anche un passaggio in cui alcuni degli indagati intercettati si preoccuparono di “ripulire” facebook e whatsapp. E da una serie di indicatori emerse anche che la centrale dello spaccio era a Messina, nella rosticceria “L’Angolo dello sfizio”, tra via Natoli e via XVII Luglio.