9 Gennaio 2021 Giudiziaria

Traffico di rifiuti, il Riesame conferma le accuse

Conferma integrale del quadro cautelare accusatorio da parte dei giudici del Tribunale del riesame, per l’inchiesta “Eco-Beach”, ovvero il maxi traffico illecito di rifiuti finito nel mirino della Procura di Messina e dei carabinieri del Noe, che nelle scorse settimane aveva portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per 16 persone, siglata dal gip Eugenio Fiorentino su richiesta della Procura retta da Maurizio de Lucia. Erano stati anche sequestrati due impianti di smaltimento e compostaggio a Giardini Naxos, nel messinese, la “Eco Beach s.r.l” e a Ramacca, nel catanese, la “Ofelia Ambiente s.r.l.”. Per quest’ultimo impianto, i giudici del Riesame hanno deciso il dissequestro della struttura.

L’operazione, che ruota attorno alla società Eco Beach, ha colpito un’organizzazione criminale che operava nella Sicilia Orientale, ed era dedita secondo l’accusa a vari reati contro la pubblica amministrazione e in materia ambientale, quali il traffico illecito e lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali, anche pericolosi, commessi anche grazie alla connivenza di pubblici funzionari della Città Metropolitana di Messina, per gli impianti riguardanti la zona di Taormina e Giardini Naxos.

Sono contestati a vario titolo i reati di associazione a delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, gestione di rifiuti non autorizzata, realizzazione di discariche abusive, invasione di terreni, deviazione di acque, falsità ideologica, falsità materiale, abuso d’ufficio e corruzione.

L’inchiesta ha preso il via nel 2016 e ha portato alla scoperta di un’associazione criminale, con al centro un imprenditore originario di Catania, Venerino “Nerino” Savio, che abita da anni a Giardini Naxos, che avrebbe commesso una serie di reati legati all’attività di smaltimento illecito dei rifiuti, al traffico illecito di rifiuti, oltre ai cosiddetti “crimini funzionali” per camuffare il complesso ingranaggio che nascondeva l’attività illegale della società “Eco Beach s.r.l.”. Savio a quanto pare si trova attualmente agli arresti domiciliari per motivi di salute.