Covid, Volt Messina chiede l’intervento del Ministero: «Necessaria un’ispezione per far luce sulle responsabilità»

15 Gennaio 2021 Cronaca di Messina

«È tempo di una seria assunzione di responsabilità. All’Asp intervenga anche il Ministero». È quanto chiedono in una nota i rappresentanti messinesi di Volt, che prendono di mira la gestione dell’epidemia da parte dell’azienda sanitaria locale, le decisioni della Regione e le “dimissioni” (ma anche l’ordinanza) del sindaco Cateno De Luca.

«Lo spettacolo indecoroso che la città e il popolo messinese si vedono riservare da ormai troppo tempo – scrivono – necessita una seria riflessione. La persistente emergenza pandemica richiede una comunione d’intenti ed una seria assunzione di responsabilità da parte di chi riveste ruoli istituzionali. Volt non è più disposto a tacere. Con i contagi che aumentano e la rete ospedaliera sotto pressione, i cittadini devono convivere con un clima di incertezza istituzionale. Ordinanze manifestamente illogiche prive di garanzie per i servizi essenziali (ritirate il giorno dopo con celato imbarazzo) e le strumentalizzazioni del proprio ruolo istituzionale tramite la consueta minaccia delle dimissioni, hanno gettato la città nel caos. Il Sindaco Cateno De Luca, nel bel mezzo della terza ondata pandemica, presenta le sue dimissioni (riservandosi di ritirarle) mentre la provincia di Messina registra un tasso di incidenza pari a 44,4 nuovi casi ogni 10.000 abitanti contro un’incidenza media regionale del 37,77. Decisione che la città reputa assolutamente inopportuna e intempestiva in quanto rischia di incidere negativamente sull’efficacia delle misure intraprese a tutela della salute e della sicurezza della comunità, proprio nel momento di maggiore stress per le strutture sanitarie».

Dopo il sindaco spazio all’azienda sanitaria: «Volt individua nell’operato dell’ASP di Messina la gran parte delle responsabilità circa la situazione che la comunità sta patendo e richiede la rimozione del Dr. Paolo La Paglia dal ruolo di Direttore Generale avendo dimostrato, da marzo fino all’insediamento della Commissaria straordinaria Dott.ssa Maria Grazia Furnari, tutta la sua inadeguatezza nella gestione di una situazione emergenziale. Volt non lo fa attraverso il linguaggio violento utilizzato dal vertice istituzionale comunale, inaccettabile per il ruolo rivestito, ma non per questo il partito è meno fermo e deciso nel denunciare le gravi inadempienze dell’ASP. Quest’ultima si stanno trascinando fino alla prevista terza ondata e non ammettono assoluzioni: dalla gestione dei rifiuti al mancato tracciamento dei contatti dei soggetti positivi (soprattutto in ambiente scolastico), dalla carenza dei posti letto di terapia intensiva alla carenza di personale senza dimenticare la spesso tardiva comunicazione dei soggetti risultati positivi al tampone. Non sono chiari i motivi che hanno spinto l’Assessore regionale alla Salute Ruggero Razza a nominare la Commissaria solo a dicembre. Sottovalutazione della situazione provinciale? Dimenticanza? Volontà politica? Non è dato saperlo. Quel che è certo è che nemmeno il Governo regionale può dirsi esente da critiche.  Consideriamo totalmente inadeguato il sostegno fino ad oggi previsto dalla Regione per imprenditori, lavoratori, liberi professionisti e collaboratori familiari a fronte delle misure interdittive che li ha spesso costretti a sospendere la loro attività lavorativa. Così come riteniamo inconcepibile la mancata pubblicazione degli elenchi del nuovo personale da destinare (secondo criterio cronologico) alle Aziende Ospedaliere siciliane, in barba alle esigenze di trasparenza e celerità».

«Volt Messina – conclude la nota – ritiene necessaria un’ispezione del Ministero della Salute affinché si faccia luce, insieme alla Commissione d’inchiesta (per la quale auspichiamo una celere conclusione dei lavori), sulle responsabilità del Direttore Generale La Paglia cosicché possano essere adottati i provvedimenti opportuni a tutela della salute dei cittadini. Ci auguriamo altresì che il Sindaco De Luca, responsabilmente, ritiri le sue dimissioni, e non dia seguito al risalente annuncio con il quale paventava di ridurre l’operatività del COC ai servizi minimi essenziali, cancellando ciò che di buono è stato fatto dall’inizio dell’emergenza, perseverando in un comportamento che mal si adatta ad una figura istituzionale, Sindaco di un Comune con oltre 200.000 abitanti, nonché città metropolitana. Allo stato attuale, il Centro risulta ancora operativo: l’auspicio è di un ulteriore potenziamento».

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