15 Gennaio 2021 Mondo News

LIDIA DIMASI ENTRA IN GIUNTA NAZIONALE ANPIT E GUIDA IL DIPARTIMENTO DONNE DI IMPRESA: “INVERTIAMO IL TREND”

La presidente Anpit Sicilia coordina il Dipartimento per le imprese al femminile: “Le donne hanno pagato il prezzo più alto della crisi. La struttura nazionale sarà al fianco delle aziende per riportarle sul mercato e rilanciarle”

 

Gli effetti collaterali della pandemia sono ricaduti sul piano occupazionale ed imprenditoriale in maggior misura sulla popolazione femminile. I dati di fine anno sono allarmanti. La maggior parte dei lavori persi sono femminili ed è altissima la percentuale di donne in cerca di nuova occupazione. Il crollo nelle iscrizioni di nuove imprese riguarda proprio quelle cosiddette rosa ed il 38% di attività guidate da donne ha chiuso battenti nel 2020. E’ su questi numeri che dobbiamo lavorare per invertire un trend drammatico”. Per Lidia Dimasi, entrata a far parte della Giunta nazionale dell’Associazione nazionale per l’industria e il terziario guidata da Federico Iadicicco, i dati sull’imprenditoria femminile rappresentano un’emergenza nell’emergenza. L’Associazione datoriale ha istituito un Dipartimento ad hoc, “Donne di Impresa” che sarà coordinato proprio dalla Dimasi.

Dopo anni in cui le imprese al femminile sono cresciute in misura esponenziale, il lockdown ha fatto registrare una preoccupante marcia indietro. I settori più colpiti dalla crisi (ristorazione, servizi alla persona, turismo) sono quelli che hanno una maggior presenza di imprese guidate da donne. Nel terzo trimestre del 2020 le nuove iscrizioni al registro camerale di imprese al femminile segnano ancora un -4,8%, a differenza di quelle maschili che sono già in ripresa. Chi è riuscita a salvare le attività ha dovuto fare i conti con problemi di liquidità e accesso al credito ( il 38% contro il 33% degli uomini), mentre il 28% ha richiesto i ristori (contro il 20% delle imprese al maschile).

La crisi economica e sanitaria è stata pagata soprattutto dalle donne, costrette a ridurre la presenza al lavoro o a chiudere le attività, a rientrare a casa per far fronte alle esigenze di famiglie alle prese con Dad, lockdown, fragilità. In Sicilia, dove si era registrato un certo dinamismo nella crescita delle imprese al femminile con un +4,9% del 2019, si rischia un brusco stop. Il Dipartimento di Anpit destinato alle imprenditrici è uno strumento al fianco delle aziende che guardano al Recovery Fund, all’Agenda 2023 del governo nazionale, alle risorse Next Generation EU, come ad un’opportunità per rilanciare le attività. I dati dimostrano come moltissime start up al femminile nel giro di pochi anni siano diventate PMI trainanti per il settore di riferimento. Analoghi risultati hanno ottenuto le imprese che hanno puntato alla sostenibilità ed all’innovazione”.

Purtroppo il gap da colmare riguarda il campo dell’innovazione tecnologica che ha visto le imprenditrici restare indietro rispetto al resto del tessuto imprenditoriale.  

“Una bassa partecipazione di donne allo sviluppo del mondo digitale lo rende meno inclusivo. Il Dipartimento Anpit vuol correggere squilibri di genere che spingono molte donne ad abbandonare aziende, ruoli, progetti. Dobbiamo evitare che si aggravino le disuguaglianze anche nel settore degli autonomi o del precariato di alcuni settori come quello del turismo e dell’ospitalità. Il Dipartimento si pone come strumento attivo per supportare aziende che rischiano di uscire dal mercato e nel contempo individuare percorsi di crescita, formazione e aggiornamento, nonchè soluzioni normative per singole specificità territoriali che siano veramente di aiuto alle donne. L’appello, in questo fine anno è alle migliaia di imprenditrici siciliane a non arrendersi e a riaprire quelle porte che il 2020 ha chiuso. Anpit c’è”.