Operazione ‘Sfizio’, in appello 9 condanne. Il traffico di stupefacenti era gestito dal gruppo Mangano e aveva come “base” una rosticceria del centro cittadino

20 Gennaio 2021 Inchieste/Giudiziaria

Nove condanne, alcune parecchio pesanti, e un'assoluzione. Ha retto quasi integralmente anche in appello quindi, il quadro accusatorio per l'operazione “Sfizio”. Si tratta del maxi traffico di droga messo in piedi dal gruppo Mangano di Contesse e da alcuni albanesi, che si riforniva in Calabria, Abruzzo ed Emilia Romagna con la complicità di alcuni cittadini albanesi, scoperto dalla Guardia di Finanza dopo mesi d'indagine.

La sentenza

La sezione penale della Corte d'appello presieduta dal giudice Francesco Tripodi ha inflitto 7 pene con alcune riduzioni: 6 anni ciascuno a Mino Berlingeri e Carlo Cafarella; 2 anni e 6 mesi, più 6mila euro di multa a Carmelo Mangano; 9 anni a Antonino Mangano; 16 anni ciascuno a Francesco Mangano e Mario Alessandro Mangano; 10 anni a Giovanni Ragusa. Tra le causali delle riduzioni di pena il riconoscimento delle attenuanti generiche, la “continuazione” con altre sentenza emesse in precedenza, e in un caso anche la riqualificazione di un reato.

I giudici hanno poi confermato le condanne di primo grado per Giuseppe Aguì (5 anni) e Bektash Kalaj (5 anni e 4 mesi).

È stato assolto da ogni accusa invece, con la formula «per non aver commesso il fatto», ed è stato scarcerato, Hekuran Vangjelaj, che in primo grado era stato condannato a 4 anni. Assoluzioni parziali hanno poi registrato Mario Alessandro Mangano (da due capi d'imputazione), Antonino Mangano, Carmelo Mangano e Giovanni Ragusa.

Le richieste del pm

Rispetto alla sentenza di primo grado l'8 gennaio scorso il sostituto Pg Costabile aveva chiesto nove conferme integrali, e un inasprimento, per Carlo Cafarella, con una pena finale di 7 anni e 4 mesi, visto che per la sua posizione si era registrato l'appello del pubblico ministero.

Le accuse

Nel procedimento le accuse contestate a vario titolo sono di associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacente e diversi episodi di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione scaturisce dai controlli su una famiglia messinese di Contesse ed è stata battezzata “Sfizio”, dal nome della rosticceria del centro, in via Natoli, gestita dai fratelli Mario Alessandro Mangano e Francesco Mangano.

In primo grado

In primo grado, nel novembre del 2019, il gup Tiziana Leanza decise per i riti abbreviati condanne pensatissime per un totale di quasi 107 anni reclusione, che andavano dai 20 anni fino ai 4 anni di reclusione nel procedimento. La condanna più alta, ben 20 anni ciascuno, fu decisa per Antonino Mangano, per Francesco Mangano e Mario Alessandro Mangano. Furono inoltre condannati Giuseppe Aguì a 5 anni, Mino Berlingeri a 8 anni, Carlo Cafarella a 4 anni e 6 mesi, Bektash Kalaj a 5 anni e 4 mesi, Carmelo Mangano a 9 anni e 4 mesi, Giovanni Ragusa a 10 anni e 8 mesi, e infine Hekuran Vangjelaj a 4 anni.

L'indagine

La genesi investigativa si deve considerare il controllo effettuato la mattina del 21 marzo 2018 a Villa S. Giovanni dai carabinieri su una Smart bianca, con a bordo due persone senza documenti, che dichiararono di essere Francesco Mangano e Carlo Cafarella. A bordo avevano un bastone artigianale con catena “Nunchaku” e ben 22 mila euro in denaro contante. E controllando i messaggi dei loro telefonini gli investigatori iniziarono a capirci di più, del loro appuntamento a Cosenza e della rete che avevano creato per la “gestione” dei traffici di droga con il gruppo degli albanesi. Da quel primo step poi i finanzieri di Messina ricostruirono dopo mesi di indagini e lunghe sedute di “ascolto” dei telefonini tutto il traffico di droga, mettendo in fila una serie di prove «univoche e concordanti». E ci fu anche un passaggio in cui alcuni degli indagati intercettati si preoccuparono di “ripulire” facebook e whatsapp. E da una serie di indicatori emerse anche che la centrale dello spaccio era a Messina, nella rosticceria “L'Angolo dello sfizio”, tra via Natoli e via XVII Luglio.

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