Beni restituiti a Ciancio. Il sigillo della Cassazione

23 Gennaio 2021 Inchieste/Giudiziaria

L'imprenditore ed editore del quotidiano “La Sicilia”, Mario Ciancio Sanfilippo, è tornato definitivamente in possesso del suo patrimonio stimato in 150 milioni di euro. A deciderlo la quinta sezione della Cassazione, la quale ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dalla Procura generale di Catania contro la decisione della Corte D'Appello dello scorso 24 marzo.

In pratica il provvedimento adottato dalla Corte disponeva la restituzione di tutti i beni all'imprenditore e ai suoi familiari, ribaltando la decisione della sezione misure di prevenzione del tribunale. Tra i beni dissequestrati anche le società che controllano il quotidiano “La Sicilia” e le emittenti televisive Antenna Sicilia e Telecolor. I beni a Mario Ciancio Sanfilippo, attualmente sotto processo a Catania per concorso esterno in associazione mafiosa, erano stati sequestrati nel settembre del 2018 e il provvedimento riguardava conti correnti, polizze assicurative, 31 società, quote di partecipazione detenute in altre sette società e beni immobili. «Poiché i temi del procedimento di prevenzione sono identici a quelli trattati nel processo di merito - ha detto il legale dell'imprenditore l'avvocato Carmelo Peluso - la decisione della Cassazione consente di affrontare anche quest'altro dibattimento con maggiore serenità». «Con questo provvedimento - aggiunge il legale - si è raggiunta la certezza che Mario Ciancio Sanfilippo non ha mai avuto vantaggio da alcun gruppo mafioso. I tanti anni trascorsi, quasi 5 per la misura di prevenzione e 9 del processo di merito ancora in corso - conclude il legale - faranno sempre ricordare il penoso calvario che ha condotto a questo risultato». Gli avvocati Giulia Bongiorno e Francesco Colotti del collegio di difesa dell'imprenditore catanese hanno specificato che è emerso in modo definitivo e inconfutabile «che il nostro assistito ha sempre agito senza scendere a compromessi con ambienti criminali».

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