27 Gennaio 2021 Giudiziaria

TUTTI I NOMI: Truffe sulle invalidità, 61 rinvii a giudizio. Coinvolti medici, consulenti del giudice, gestori di patronati e due funzionari Inps

Di Giuseppe Romeo – Approda al vaglio dibattimentale, nel processo che si aprirà il prossimo 6 maggio di fronte al collegio del Tribunale di Patti, l’inchiesta “Pathology” nella quale viene contestato un articolato sistema finalizzato alla truffa ai danni dell’Inps nelle cause civili per il riconoscimento di pensioni d’invalidità ed altre misure previdenziali. Il giudice per l’udienza preliminare Ugo Domenico Molina ha disposto il rinvio a giudizio per 61 imputati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, contestata in particolare nei confronti di sette imputati nelle qualità di promotori ed organizzatori, più altri 23 imputati ritenuti invece partecipi del sodalizio, quindi, falso, peculato, falsa perizia, abuso d’ufficio e corruzione. Tutti gli altri 31 imputati sono invece soggetti richiedenti o beneficiari delle misure attraverso le pratiche contestate.

Una struttura organizzativa, così come delineata dagli inquirenti nella contestazione del reato associativo, che vede ruoli ben definiti al proprio interno con Anna Ricciardi e Franco Piscitello cui vengono attribuite, come detto, funzioni direttive nell’ambito associativo, con scelta delle modalità operative e delle strategie dell’attività delittuosa, e, in un contesto differente per clientela di riferimento ed ambito territoriale di operatività seppur con analoghe modalità, l’avvocato messinese Teresa Notaro. Tra gli 89 capi d’imputazione del decreto di rinvio a giudizio figurano quindi i nomi di professionisti, medici specialisti, alcuni dei quali nella qualità di consulenti del giudice, funzionari dell’Inps, gestori di patronati e singoli pazienti beneficiari delle indennità. Un sistema, quello inquadrato dall’inchiesta, coordinata sin dal 2015 dalla Procura di Patti e condotta da Carabinieri e Guardia di Finanza, capace di inserirsi in tutti i vari passaggi dei procedimenti incardinati presso la sezione previdenziale del Tribunale di Patti, con figure funzionali in ogni sua fase, dal reperimento della certificazione medica all’accordo con i ctu, finalizzato ad ottenere livelli di invalidità con beneficio economico a decorrenze tali da incrementare l’ammontare degli interessi ed infine l’accaparramento di consistenti percentuali sulle liquidazioni con i relativi arretrati. Nel decreto di rinvio a giudizio la contestazione associativa viene quindi attribuita anche a carico di Vincenzo Princiotta, Ilenia De Luca, Rosaria Lo Presti e Maria Di Gaetano, nelle qualità i primi tre di gestori di istituti di patronato o assistenza fiscale, l’ultima invece come ex assistente dello studio legale Notaro.

Tra i 23 chiamati a rispondere come partecipi dell’associazione figurano invece professionisti, accusati di aver svolto attività di supporto nella gestione delle pratiche dei singoli procedimenti ed assicurando il reperimento di soggetti che richiedevano i benefici previdenziali e medici specialisti, alcuni dei quali per false certificazioni, attestanti la gravità e l’insorgenza di malattie e disabilità, altri invece con funzioni di ausiliari del giudice che avrebbero fornito relazioni di consulenza favorevoli a determinati pazienti ma non rispondenti, secondo l’accusa, alla realtà in ordine all’esistenza delle invalidità, alla gravità ed insorgenza delle stesse, nonché concordando i tempi del deposito delle relazioni per accrescere l’ammontare degli arretrati. Imputati per aver preso parte all’associazione a delinquere, anche i funzionari dell’Inps Antonino Ventura e Margherita Salpietro, accusati in particolare di aver reperito nuovi clienti, assicurato vantaggi e preferenze sulle liquidazioni e fornito suggerimenti in ordine alla predisposizione dei ricorsi più favorevoli ai privati a danno dell’ente previdenziale. A conclusione dell’udienza preliminare del 25 gennaio, quindi, il Gup Molina ha deciso, a seguito di apposito stralcio, per il non luogo a procedere nei confronti di alcuni degli imputati relativamente a 31 capi d’imputazione, per i quali gli elementi acquisiti non sono risultati idonei a sostenere l’accusa. Prosciolti dunque dall’inchiesta 12 soggetti sui 73 totali destinatari delle richieste di rinvio a giudizio. Fonte: Gazzetta del Sd

UN’INCHIESTA DI OLTRE DUE ANNI.

L’inchiesta “Pathology” rappresentò un vero e proprio terremoto nel settore giudiziario legato alla previdenza, per il coinvolgimento di medici, avvocati e professionisti, sin dall’indomani dei primi sequestri di atti.

Era il gennaio 2016 quando la Procura della Repubblica pattese, all’epoca coordinata dal procuratore capo Rosa Raffa, acquisì decine di fascicoli inerenti a pratiche per il riconoscimento di misure previdenziali dello stesso Tribunale di Patti. Pochi mesi dopo, ad aprile, arrivò il decreto di sequestro, con le ipotesi accusatorie di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e falsa perizia, nei confronti dell’avvocato Anna Ricciardi e del medico Franco Piscitello, entrambi professionisti particolarmente conosciuti proprio nel settore della previdenza sociale. Dai loro uffici di Brolo i Carabinieri prelevarono un ingente materiale ritenuto d’interesse probatorio, tra cui personal computer, notebook, hard disk e telefonini. Un’inchiesta particolarmente articolata e complessa attraverso cui la Procura cominciò a scavare, incrociando dati e cifre, riferimenti di istanze e pratiche legali, cartelle cliniche, certificazioni mediche specialistiche provenienti da strutture pubbliche e perizie redatte dai consulenti di parte e dai Ctu del tribunale stesso, verso i quali era emersa negli anni una sospetta concentrazione di incarichi. A farsi strada fu quindi l’ipotesi della truffa finalizzata all’ottenimento di laute percentuali, si parlo in alcuni casi anche del 40%, che venivano chieste al cliente rispetto alle indennità previdenziali che venivano riconosciute e liquidate dall’Inps, parte offesa nel procedimento penale. Il lavoro investigativo durato oltre due anni sfociò quindi all’alba del 5 dicembre 2017 nell’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Patti nei confronti di 33 persone, di cui 2 finirono inizialmente in carcere, 5 agli arresti domiciliari, 10 furono sottoposti agli obblighi di dimora e 16 a temporanea misura interdittiva dall’esercizio delle funzioni.

TUTTI I NOMI

Ecco chi subirà il processo e i prosciolti.

Subiranno il processo: Anna Ricciardi, Francesco Piscitello, Vincenzo Princiotta, Ilenia De Luca, Rosaria Lo Presti, Teresa Notaro, Maria Di Gaetano. Antonino Ventura, Margherita Salpietro, Antonino Pino, Antonino Furnari, Rosario Germanà, Giovambattista Bruni, Pippo Spatola, Maria Giovanna Barbitta, Bruno Fazio, Giuseppe Fulco, Maria Saturno, Jole Donzì, Giuseppe Di Santo, Rosario Di Stefano, Giuseppe Armeli, Stefano Marra, Daniela Calabrese, Marianna Faraci, Francesco Di Giorno, Genoveffa Scaffidi Chiarello, Giusi Mincica, Genoveffa Cadili, Giorgio Carmelo Giannitto. Eleonora Gentile, Giuseppe Miceli, Maria Tindara Di Marco, Agata Napoli, Giacomo Magistro Contenta, Salvatore Buttò, Giuseppe D’Amico, Francesco Lo Iacono, Cono Virecci Fano, Grazia Pagana, Michele Saitta, Maria Antonia Balgo, Carmelo Virecci Fano, Angelo Paratore, Rita Murabito, Paolo Ioppolo, Antonio Milici, Maria Catena Giuttari, Sandra Natoli, Maria Galvagno, Francesca Merlo, Rosa Ermito, Rosa Ricciardi, Elegina Stazzone, Carmela Fragale, Carmela Pruiti, Antonina Pruiti, Enrico Natale, Giuseppa Serafina Sgrò, Teresa Foresto, Maria Antonia Drago.

Dodici invece gli imputati prosciolti da tutte le accuse dopo lo stralcio all’udienza preliminare: Pietro Dovico Lupo, Francesco Blancuzzi, Vincenza Giaimo, Vincenzo Canciglia, Chiara Rossi, Angelo Scaglione, Angela Decembrino, Lucia Rappazzo, Diana Annino, Biagio Vicario, Maria Concetta Raffaele, Carmela Galati Pricchia.

Nel processo scaturito dall’operazione “Pathology”, che si aprirà il prossimo 6 maggio 2021 davanti al Tribunale di Patti, riunito in composizione collegiale, l’Inps, Direzione provinciale di Messina, si è costituito parte civile.