30 Gennaio 2021 Politica e Sindacato

Alessandro Russo a De Luca: «I tuoi deliri e la tua ferocia non potranno mai togliermi la dignità»

E’ scontro politico in corso fra il consiglio comunale e il sindaco Cateno De Luca, che ha “innescato la miccia” giorni fa annunciando le sue dimissioni. Numerose le reazioni da parte dei consiglieri all’ennesimo scontro in Aula.

Uno dei commenti più duri è quello di Alessandro Russo, che su Facebook si è rivolto direttamente al primo cittadino, giudicando il suo comportamento “osceno” e “indegno”.

Di seguito il suo intervento:

«Stasera sono molto disgustato. Faccio politica da quando avevo sedici anni, scuola, università fuori e dentro le istituzioni. Ho sempre pensato al mio impegno politico come lotta costante per i diritti di chi non ne ha, come lotta per le cose giuste, quelle vere, concrete.

Ho fatto tante elezioni, vinte, perse. Ma senza aver mai rimpianti per le mie scelte, che da sempre sono state caratterizzate da autonomia di pensiero, da indipendenza di giudizio e saldezza di principii.

Non ho mai avuto timore a difendere le mie idee, anche contro il mio stesso partito, pagando in prima persona per scelte che rispondevano alla mia visione del giusto in politica.

Pagando di tasca mia e dei miei compagni di avventura ogni manifesto, ogni volantino, ogni sede, ogni viaggio per congressi, cortei, manifestazioni in giro per la Sicilia e per l’Italia.

L’ho fatto sempre sacrificando me stesso, i miei affetti e persino le persone amate. Che hanno sopportato e sopportano ancora tutto questo.

Stasera sono disgustato: perché non ci può essere nessun contrasto politico, anche il più duro, che possa toccare la mia dignità e la mia storia politica, associandomi al malaffare, al clientelismo e alla corruzione che questa città paga da decenni per la sua mala politica. E nessuno, neppure il sindaco può dire certe cose di me e della mia storia politica che rivendico e gli spiattello in faccia.

Perché quando io rischiavo l’espulsione dal mio partito perché non ne condividevo le sue derive, il sindaco stava nelle segreterie politiche più note di questa città. E non ero certo io a contribuire al malaffare di Messina, mentre molto ci sarebbe da dire sulle segreterie che il sindaco a quel tempo e per molti anni frequentava.

Stasera sono disgustato, perché la presentazione di emendamenti sacrosanti a difesa dei bambini autistici, della disabilità più trascurata durante il lockdown e delle attività economiche in difficoltà, delle famiglie indigenti di cui sono stato promotore assieme ad altri colleghi, e che ho presentato dopo giorni di studio e di lavoro burocratico lungo e complicato non può essere rubricato dal sindaco come “ricatto politico” nei suoi confronti. Non può e non deve osare dire queste cose oscene e vomitevoli.

Bilanci a calci in culo non ne ho mai votati e difenderò fino all’ultimo giorno la mia dignità di consigliere, il mio diritto di studiare le carte e presentare emendamenti utili per la città. Fino all’ultimo giorno e nonostante gli insulti. Questa è la politica come la intendo io. E non sarà un sindaco disgustoso a farmi fare un solo passo indietro.

Sono disgustato perché adesso basta davvero, con questo osceno comportamento indegno del primo cittadino.

Adesso lui può usare le sue dirette FB per vomitare insulti e aizzare la sua canea social contro chi osa proporre emendamenti, può esporci come sempre all’odio della città, agli insulti e alla violenza verbale: faccia come vuole, faccia come sempre ha fatto.

Sappia che c’è una cosa che non potrà mai intaccare: è la mia dignità. Personale e politica. Quella che mi fa guardare ogni mattina allo specchio, incontrare la gente per strada e non farmi vergognare di me stesso.

La dignità, sindaco. La dignità e il rispetto. Qualcosa che né tu, né i tuoi deliri, né la tua ferocia aggressiva potranno mai togliermi.
Se vuoi, questa è la strada. Altrimenti, veramente, apri la porta e sai dove andare».