Fabbrica esplosa, domiciliari revocati

12 Febbraio 2021 Inchieste/Giudiziaria

Tornano in libertà Corrado Bagnato, 65 anni ed il figlio Antonino Bagnato, 38 anni. Padre e figlio, sono rispettivamente proprietario e procuratore dell'omonima ditta artigianale che stava eseguendo i lavori in ferro di messa in sicurezza della fabbrica di fuochi artificiali di contrada Cavaliere nella cui esplosione, avvenuta nel pomeriggio del 20 novembre 2019 sono morte cinque persone, quattro operai della stessa impresa dei Bagnato e la moglie del proprietario della fabbrica, il pirotecnico Vito Costa.

A decidere la revoca degli arresti domiciliari che erano stati eseguiti poco prima dell'alba dello scorso 14 gennaio sono stati i giudici del Tribunale del riesame che hanno accolto il ricorso dei difensori, avvocati Tommaso Calderone, Sebastiano Campanella e Giovanni Pino. Così come era avvenuto per Vito Costa, il quale aveva ottenuto la scarcerazione la scorsa settimana, il Tdr, presieduto dal giudice Maria Scolaro, nell'atto di revoca dei domiciliari anche in questo caso ha sottolineato come sia sufficiente - per impedire il pericolo di reiterazione del reato - la stessa “misura interdittiva” dei divieto temporaneo di esercizio dell'attività imprenditoriale svolta dai due indagati in qualsiasi forma, per dodici mesi, che è stata applicata dal gip Salvatore Pugliese. Con lo stesso provvedimento, oltre alla misura interdittiva, era stato posto sotto sequestro preventivo il compendio aziendale. Fonte: di Leonardo Orlando - Gazzetta del Sud

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