Mafia: la morte di Attilio Manca, assolta in appello la donna accusata della cessione di droga

16 Febbraio 2021 Inchieste/Giudiziaria

La terza sezione penale della corte d’appello di Roma ha assolto, «perchè il fatto non sussiste», Monica Mileti, la donna coinvolta a Viterbo nell’inchiesta sulla morte di Attilio Manca, l’urologo originario di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) che, secondo alcuni pentiti di mafia, operò alla prostata in Francia l’allora boss latitante Bernardo Provenzano. Mileti fu condannata in abbreviato a 5 anni e 4 mesi di reclusione per la cessione dell’eroina che avrebbe ucciso Manca per overdose il 12 febbraio del 2004 nella sua casa a Viterbo mentre fu prosciolta, per avvenuta prescrizione, dall’accusa di morte come conseguenza di altro reato.

L’avvocato Cesare Placanica, difensore dell’imputata, si è sempre battuto per l’assoluzione della sua assistita: «Era rimasta schiacciata in una storia nella quale non c'entrava niente. Aspettiamo le motivazioni della sentenza», ha commentato il penalista. «La decisione di oggi della corte d’appello ha sconfessato l’ipotesi della procura di Viterbo, non ci sono elementi per dire che ci sia stata la cessione dello stupefacente», ha invece sottolineato l’avvocato Fabio Repici, che rappresenta la famiglia Manca, che non era stata ammessa come parte civile nel processo. I genitori da sempre sono convinti che Attilio sia stato assassinato.

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