Messina, il direttore dell’Asp La Paglia sospeso dal suo incarico

19 Febbraio 2021 Politica

Dopo l’avvio dell’iter che potrebbe portarlo alla decadenza, per il direttore generale dell’Asp di Messina, Paolo La Paglia, arriva la sospensione dall’esercizio delle funzioni per i prossimi 60 giorni.

A prendere temporaneamente il suo posto, sarà il direttore sanitario Bernardo Alagna.

A firmare il provvedimento di sospensione è stato l’assessore regionale alla salute Ruggero Razza. Secondo il decreto di Razza, “l’iniziativa di proporre la sospensione dalla carica del direttore generale dell’Asp di Messina appare tra le altre cose motivata dall’attualità degli addebiti costituenti oggetto dell’avvio del procedimento di decadenza in relazione ad alcune criticità gestionali e organizzative di diretta competenza della governance aziendale, dalla necessità che l’azienda sia ordinariamente pesta nelle condizioni di affrontare in maniera adeguata l’emergenza tuttora in evoluzione, e dall’attenuazione del vincolo fiduciario precedente dall’intervenuto avvio del procedimento di decadenza dalla carica”.

Dopo le innumerevoli prese di posizione del sindaco di Messina Cateno De Luca, le sue dimissioni mancate, le polemiche, e la nomina di un commissario “ad acta” per l'emergenza-covid, la regione aveva avviato ieri il procedimento di decadenza nei confronti del Dg dell’Asp La Paglia. A firmare il provvedimento era stato il presidente Nello Musumeci. Nell’atto, si ripercorre la vicenda che ha portato lo scorso 17 dicembre alla nomina di una commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza epidemiologica presso l’azienda sanitaria provinciale di Messina.

“Una gestione inefficiente”: è questa l’accusa del sindaco De Luca, che lo scorso 24 dicembre presentò un esposto contro La Paglia assieme all’assessore Dafne Musolino: “Esponiamo le maggiori criticità rilevate - avevano scritto De Luca e Musolino - evidenziando come l’attività posta in essere dall’Asp non sia stata efficiente e come nulla si sia fatto, almeno fino alla nomina da parte dell’assessore Razza della commissaria Marzia Furnari, per adeguare la struttura e l’organizzazione aziendale alle reali esigenze del territorio, perpetuando un modello gestionale che si era già rivelato carente all’inizio della pandemia (quando il numero dei contagiati era davvero contenuto) e che ha dimostrato tutta la propria inefficienza quando il numero di contagi è aumentato, del tutto prevedibilmente, in modo esponenziale, tanto che da 529 contagiati registrati a Messina nel mese di agosto, si è passati a 8.529 alla data del 18 dicembre 2020”.

I tempi per l’attuazione del piano di realizzazione dei nuovi posti di terapia intensiva, il tracciamento dei contatti dei soggetti positivi, soprattutto nell’ambito scolastico, i tempi di attesa indefiniti e incontrollati per l’esecuzione dei test molecolari di conferma e i tempi di attesa per la comunicazione degli esiti, con conseguente impossibilità dei soggetti in quarantena di conoscere la fine del periodo di isolamento, e infine il mancato ritiro dei rifiuti domestici prodotti dai soggetti in isolamento domiciliare. È ciò che De Luca contesta al manager La Paglia. E poi c’è il triste capitolo riguardante la casa di riposo “Come d’incanto”, con 34 morti, che si spensero uno dopo l’altro, da soli, in quello che fu il primo vero e proprio focolaio in città. E senza alcun aiuto concreto da parte dell’Asp, in una vicenda che oggi vede 5 indagati.

Un caso, quello dell’Asp di Messina, destinato a far discutere parecchio, che sollevò “Repubblica” già lo scorso 17 novembre, denunciando la “rianimazione fantasma” dell’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto. L’Asp aveva infatti pagato ben 390 mila euro per il noleggio dei letti, rimasti però inutilizzati da marzo, e 43 monitor accessoriati erano rimasti chiusi negli scatoloni in un deposito. Il piano regionale dello scorso marzo, infatti, prevedeva addirittura 10 posti di terapia intensiva, ma il reparto non c’era, e al covid-hospital di Barcellona 8 mesi non sono bastati per sistemare una rianimazione annunciata con grande enfasi dalla politica locale.

Il 17 dicembre è arrivata anche la denuncia del dottor Mario Salvatore Macrì, coordinatore provinciale dell’organizzazione sindacale Co.As. – Medici Dirigenti di Messina, che ha acceso i riflettori sull’illegittimità del conferimento dell’incarico di direttore generale dell’Asp di Messina a La Paglia. L’iter è andato avanti, e il 20 gennaio si è tenuta l’audizione di La Paglia, a Palermo, con l’acquisizione di ulteriori scritti difensivi. Il 10 febbraio sono arrivate le valutazioni definitive sull’esito dell’attività di controllo da parte dei dirigenti regionali, che hanno presentato la relazione all’assessore regionale alla salute Ruggero Razza, proponendo l’avvio del procedimento di decadenza. E anche la Uil aveva più volte chiesto interventi da parte della regione contestando falle e carenze nella gestione pandemica. Dopo l’insediamento della commissione d’inchiesta nominata dall’assessore Razza, il sindaco De Luca aveva anche presentato le dimissioni, ritirandole però pochi minuti prima che diventassero ufficiali: “O me, o La Paglia”, aveva tuonato il primo cittadino peloritano.

Adesso, La Paglia potrebbe anche decidere di ricorrere al Tar contro il provvedimento preso da Musumeci.

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