23 Febbraio 2021 Giudiziaria

MESSINA: «Alessandra Musarra è stata strozzata». Il consulente designato a novembre ha depositato le risultanze della nuova autopsia

Di Nuccio Anselmo – «In definitiva tutti gli elementi anatomopatologici a disposizione convergono in modo univoco verso una diagnosi di morte per asfissia meccanica violenta da strozzamento con segni anche di soffocazione, ed escludono altre dinamiche letifere».

È questo il passaggio-chiave della nuova perizia autoptica che getta una luce nuova sul femmincidio di Alessandra Musarra, la ventinovenne trovata morta nella sua casa di contrada Campolino, a S. Lucia sopra Contesse, la sera prima dell’8 marzo 2019. La povera Alessandra quindi è stata strozzata. Per l’accusa il nome del suo presunto assassino è quello di Cristian Ioppolo, il suo ex, 28enne, lavorante saltuario, imputato in Corte d’assise. La prossima udienza è prevista proprio per domani.

Nel novembre scorso erano stati giudici e giurati della Corte d’assise ad assegnare una nuova perizia, ovviamente in base alla documentazione che è agli atti del processo, sulle cause della morte della povera Alessandra, che era stata affidata al dott. Leonardo Grimaldi, un noto medico legale romano.

Questo soprattutto perché nelle udienze precedenti c’erano stati parecchi contrasti tra i medici legali che erano stati chiamati dalle varie parti processuali impegnate nella vicenda, tra accusa, difesa e parti civili.

E adesso che la nuova autopsia è agli atti del processo, all’udienza di domani sarà sentito proprio il dott. Grimaldi, per “formare in aula” la prova-chiave rispetto a quanto ha scritto nelle sue conclusioni.

Erano quattro i quesiti formulati al medico legale da giudici e giurati, questo «dopo aver operato una compiuta ricostruzione delle tracce repertate sul corpo della vittima determinandone la natura, per quanto sia possibile ricavare dai rilievi fotografici in atti».

I quattro punti da chiarire vertevano sulla frattura dell’osso ioide, sull’emorragia al collo e sulla traccia repertata della guancia sinistra, la presenza effettiva dell’edema cerebrale, e infine la valenza della sublussazione delle vertebre C1 e C2. I primi tre accertamenti era da chiarire se «siano o meno univocamente indicativi di un’azione di strozzamento patita dalla vittima».

E il consulente romano ha dato le sue risposte chiare nella perizia medico-legale: «Il decesso di Immacolata Musarra – scrive il dott. Grimaldi -, è avvenuto la notte tra il 6 e il 7 marzo 2019, circa 4-10 ore prima i rilievi effettuati in sede di sopralluogo giudiziario. Il decesso è stato causato da asfissia meccanica violenta secondaria a strozzamento e a soffocazione. La frattura dell’osso ioide riscontrata sul cadavere si è verificata per l’azione di strozzamento subita dalla vittima. Sul collo della vittima non è mai stato presente un solco: la striatura rossastra apprezzabile nelle immagini riprese in sede di sopralluogo può essere interpretata come di natura ipostatica o artefattuale o al limite causata da lieve sfregamento sulla cute da parte della corona di rosario indossata a mo’ di collana dalla vittima».

Ed ancora, altro passaggio importante: «Dall’esame degli atti – scrive ancora il dott. Grimaldi -, non risulta evidente uno stato di malnutrizione e neanche di anemia della Musarra».

Un altro tassello della perizia: «… l’enfisema polmonare… è stato causato dagli sforzi espiratori compiuti dalla vittima durante l’azione omicidiaria ostacolati dalla occlusione delle vie respiratorie, e testimonia di un’azione relativamente prolungata su un soggetto vitale».

All’udienza di novembre la corte dopo aver ascoltato in aula uno psichiatra che ebbe in cura Ioppolo – circostanza emersa nelle udienze precedenti -, alcuni mesi prima dell’omicidio, aveva tra l’altro detto “no” alla perizia psichiatrica sulla capacità d’intendere e volere richiesta dal suo difensore, l’avvocato Alessandro Billè.

E di sicuro domani in aula, sarà molto importante per tutte le parti in causa sentire il consulente romano sui nuovi risvolti che costituiscono per il processo i suoi accertamenti. E in aula sono parecchi i legali impegnati in prima linea su questa tragica vicenda, con i familiari della vittima e le altre parti civili. Con i loro avvocati, Oleg Traclò, Antonio Centorrino e Maria Gianquinto, che rappresenta come parte civile anche il Cedav, e poi l’avvocato Cettina La Torre, che assiste anche l’associazione “Al tuo fianco”. E poi l’associazione “Una di noi” con l’avvocato Cettina Miasi, la onlus “Pink Project” con l’avvocato Cristina Manfredi Gigliotti, e l’associazione “Evaluna” con l’avvocato Rosaria Chillè. Fonte: Gazzetta del Sud