25 Febbraio 2021 Giudiziaria

Desaparecidos: in Argentina sentiti nuovi testimoni contro Carlos Malatto, l’ex tenente colonnello che dal 2010 vive a Portorosa

In Argentina è iniziata l’acquisizione di documenti e testimonianze nell’ambito delle indagini difensive promosse dagli avvocati italiani che chiedono l’arresto per omicidio e il processo a Roma di Carlos Malatto, l’ex tenente colonnello, che dal 2010 vive in provincia di Messina, in una villetta di Portorosa, accusato di omicidio dalla Procura capitolina per crimini avvenuti nel carcere di Chimbas durante gli anni della dittatura tra il 1976 e il 1977. Nelle scorse settimane a San Juan è arrivata la rogatoria internazionale della Procura di Roma in cui si chiede ai magistrati argentini di raccogliere testimonianze e materiale probatorio per appurare quanto compiuto da Malatto. In particolare, al procuratore federale Francisco Maldonado, i magistrati capitolini chiedono di acquisire le testimonianze di una decina di persone che possono fornire elementi sul ruolo svolto da Malatto, ritenuto autore di torture assieme a Jorge Olivera, già condannato in Argentina, come responsabile del personale di Esercito, di Polizia e della Gendarmeria. Nell’indagine aperta a Roma dai pm Francesco Caporale, Francesco Dall’Olio e Laura Condemi a carico di Malatto si ipotizza il reato di omicidio: secondo l’accusa avrebbe gestito il settore dei detenuti ”politici”, torturati nel carcere di Chimbas, coordinando i trasferimenti di persone che poi sono andate scomparse, appunto “desaparecidos”.

Il fatto che a breve verrà spedita la rogatoria ai magistrati italiani è una cosa positiva perché così vanno avanti le indagini”, commenta Jorge Ithurburu, presidente della “24marzo Onlus”. “Molto probabilmente ci saranno due processi contro Malatto”, spiega Ithurburu. “Uno in Italia per i casi che sono stati oggetto della richiesta di estradizione del 2012-2014, che è stata rifiutata dalla Cassazione, ma lì venivano elencati solo alcuni casi. Su alcuni di quei casi si procederà al dibattimento in Italia. Mentre per altri casi – ricordiamo che Malatto è ricercato in Argentina per almeno 30 omicidi – è possibile che ci sia una nuova richiesta di estradizione e qualora l’Italia la concedesse Malatto andrà in Argentina dove dovrà risponderne”. Al telefono Jorge Ithurburu aggiunge che “le nostre aspettative sono che in questa primavera venga chiusa l’istruttoria per cui venga comunicato a Malatto la chiusura delle indagini e poi che gli atti siano mandati al Gup. Se questo avverrà in primavera crediamo che entro la fine dell’inverno finiranno le udienze preliminari e speriamo di arrivare a dibattimento agli inizi del 2022”. fonte: antimafiaduemlia.com