25 Febbraio 2021 Giudiziaria

Femminicidio Musarra, il pm modifica l’imputazione

S’è consumato l’ennesimo colpo di scena ieri mattina al processo a carico di Cristian Ioppolo per il femminicidio di Alessandra Musarra, avvenuto nella notte tra il 6 ed il 7 marzo del 2019 nella sua abitazione di contrada Campolino, a S. Lucia sopra Contesse.

Dopo l’esame in aula del dott. Leonardo Grimaldi, il medico legale incaricato dalla corte d’assise di chiarire le cause della morte della ragazza dopo i contrasti precedenti tra i vari periti, il pubblico ministero Marco Accolla ha modificato il capo d’imputazione, proprio per “adeguarlo” alle risultanze della nuova autopsia eseguita dal dott. Grimaldi. Un nuovo esame dell’intera vicenda che si è basato ovviamente sugli atti processuali e d’indagine.

Il pm ha contestato quindi a Ioppolo un “fatto diverso” rispetto a quello di cui l’imputato era originariamente accusato, in questo caso – semplificando -, lo strozzamento e non più lo strangolamento con il cavetto di ricarica telefonica che in un primo tempo sembrava essere stato adoperato per uccidere la povera Alessandra

Il dott. Grimaldi, infatti, pur con qualche precisazione rispetto alla perizia, ha confermato in aula le proprie conclusioni sull’aspetto più importante della consulenza. Ovvero che la morte della Musarra avvenne per soffocamento e strozzamento, ed ha escluso altri due aspetti: lo strangolamento con un oggetto e le percosse prima d’essere uccisa.

Il pm Accolla, quindi, ha modificato l’imputazione proprio su questi due punti: escludendo percosse e strangolamento e contestando soffocamento e strozzamento.

E come conseguenza di questa svolta il difensore di Ioppolo, l’avvocato Alessandro Billè, ieri mattina ha chiesto è ottenuto la sospensione del processo per i termini a difesa, in virtù dei quali ha preannunciato che l’imputato potrà chiedere nuove prove o anche di poter accedere ai cosiddetti riti alternativi, primo tra tutti il rito abbreviato con un forte “sconto” di pena.

A questo proposito, rispetto all’imputazione originaria, secondo il legale potrebbero vacillare anche alcune delle aggravanti contestate, mentre è tramontata definitivamente la suggestiva, ma sempre smentita dalla difesa, circostanza di ravvisare nelle dichiarazioni di Ioppolo la confessione dell’omicidio. Una confessione, che appunto, sarebbe stata legata al rinvenimento di un cavetto che Ioppolo in un primo tempo avrebbe fatto sparire e poi ritrovare alla Polizia e che – secondo l’impostazione iniziale dell’accusa -, sarebbe stato lo strumento attraverso il quale la Musarra sarebbe stata uccisa.

Ma c’è un altro elemento evidenziato ieri dal legale, e cioé la possibilità che incida sulla ricostruzione dei fatti l’ampliamento da parte del consulente della forbice temporale nella quale si è verificata la morte della povera Alessandra, portata dalle 6-8 ore fino alle 4-10 ore dal primo soccorso al corpo senza vita della ragazza, che avvenne alle 8,20 della mattina del 7 marzo del 2019.

Nella sua consulenza il dott. Grimaldi ha scritto tra l’altro: «In definitiva tutti gli elementi anatomopatologici a disposizione convergono in modo univoco verso una diagnosi di morte per asfissia meccanica violenta da strozzamento con segni anche di soffocazione, ed escludono altre dinamiche letifere».

Ed ancora: «Il decesso di Immacolata Musarra, è avvenuto la notte tra il 6 e il 7 marzo 2019, circa 4-10 ore prima i rilievi effettuati in sede di sopralluogo giudiziario. Il decesso è stato causato da asfissia meccanica violenta secondaria a strozzamento e a soffocazione. La frattura dell’osso ioide riscontrata sul cadavere si è verificata per l’azione di strozzamento subita dalla vittima. Sul collo della vittima non è mai stato presente un solco: la striatura rossastra apprezzabile nelle immagini riprese in sede di sopralluogo può essere interpretata come di natura ipostatica o artefattuale o al limite causata da lieve sfregamento sulla cute da parte della corona di rosario indossata a mo’ di collana dalla vittima».

Adesso la prossima tappa processuale è prevista per il 17 marzo.

… e si riparte nuovamente

Praticamente è un processo che riparte ancora una volta da zero a due passi dalla conclusione, dopo un dibattimento carico di tensioni, testimonianze e consulenze contraddittorie. Già una prima volta era accaduto nell’ottobre del 2020: quando si trattava per accusa, parti civili e difesa di tirare le fila di tutto quanto e formulare le ultime richieste istruttorie (cosiddette “ex art. 507 c.p.p.”), giudici e giurati avevano deciso di affidare una nuova consulenza medico-legale, sostanzialmente per comprendere meglio la dinamica dell’omicidio, affidandola al medico legale Leonardo Grimaldi. Rassegnaweb da Gazzetta del Sud – di Nuccio Anselmo