Il gup di Reggio assolve il giudice Minutoli. Con il rito ordinario sono stati prosciolti l’ex ufficiale dei carabinieri Romeo e l’imprenditore Colosi

27 Febbraio 2021 Inchieste/Giudiziaria

Un'assoluzione piena con il rito abbreviato, due proscioglimenti con il rito ordinario. Questo a fronte di una richiesta di pena a 5 anni e due richieste di rinvio a giudizio.

Ha deciso così nella tarda mattinata di ieri il gup di Reggio Calabria Federica Brugnara, che ha scagionato completamente («perché il fatto non sussiste») il giudice messinese Giuseppe Minutoli, presidente della II sezione civile del Tribunale di Messina, a capo della Sezione fallimentare, dall'accusa di corruzione. Con il rito ordinario il gup ha poi prosciolto da tutte le accuse i due coimputati, l'ex tenente colonnello dei carabinieri Letterio Romeo, in passato per un periodo anche a capo della sezione Dia di Messina, e l'imprenditore messinese Gianfranco Colosi, attivo nel settore della ristorazione e del catering.

A distanza di diversi anni si chiude quindi una clamorosa vicenda che vide inizialmente coinvolti sette indagati, quattro dei quali registrarono poi l'archiviazione, e registrò in itinere anche il ridimensionamento del quadro di accuse iniziali.

La teoria iniziale dell'accusa - si trattò di un fascicolo investigativo della Procura di Messina poi inviato ai colleghi di Reggio Calabria proprio per il coinvolgimento di Minutoli -, era di un presunto “accordo” tra i tre per creare una nuova società di vendite giudiziarie come “costola” della Sezione fallimentare del Tribunale di Messina. Una società creata ad hoc dall'imprenditore, dove sarebbero poi state assunte la moglie del magistrato e la compagna del colonnello dei carabinieri. Ma il progetto però non si realizzò mai. Il periodo di tempo circoscritto dall'indagine, che a suo tempo venne svolta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Messina con pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, andava dal giugno del 2015 al marzo del 2016.

Dal punto di vista processuale è stata una vicenda parecchio complessa quella di Reggio, che ha registrato anche passaggi tecnici con modifiche delle accuse in corso d'opera. Semplificando si può dire che all'ipotesi iniziale di corruzione in atti giudiziari, nel passaggio finale si è sostituita la corruzione “semplice”, che sarebbe stata consumata sempre in concorso tra i tre.

Ieri però il gup reggino Brugnara ha ritenuto che le accuse non fossero supportate, e c'è poi da considerare il profilo dell'utilizzazione delle intercettazioni telefoniche nel procedimento sollevato dai difensori, anche alla luce dei recenti pronunciamenti della Cassazione. Ne sapremo di più con il deposito delle motivazioni.

In ogni caso sin dalla prima ora il collegio difensivo era stato molto chiaro sulla «totale insussistenza delle accuse», così come avevano sempre ribadito gli avvocati Alberto Gullino, Donatella Cuomo, Carlo Autru Ryolo e Fabrizio Ferraro.

Nella memoria difensiva degli avvocati Gullino e Cuomo si legge tra l'altro che «... non c'è mai stata alcuna promessa di assunzione della sig.ra Minutoli e, tantomeno, vi è mai stata alcuna accettazione di detta promessa da parte del dr. Minutoli». Ed ancora: «... gli unici contatti “sospetti” fra Colosi e il dr. Minutoli, sono relativi alle date del 28 giugno e del 17 luglio e, di tali contatti, a tacere della loro inammissibilità, abbiamo già spiegato l'ininfluenza e la linearità. Ciò che va ricordato è, però, che, dopo questi due contatti, non si registrano ulteriori conversazioni sul tema fra il dr. Minutoli e il Colosi. In una indagine che si snoda nell'arco di quasi un anno, dopo il 17 luglio, nella confezione di una così articolata vicenda, il dr. Minutoli, paradossalmente, esce di scena e l'unico protagonista resta il Colosi». Ed ancora: «... nessuna informazione riservata o attinente il proprio ufficio il dr. Minutoli ha rivelato al Colosi».

Citando poi il provvedimento del Csm con cui Minutoli tempo addietro era stato scagionato dall'incolpazione, i due legali avevano scritto ancora: «... A prescindere dal fatto che, come sopra chiarito e come fra l'altro, confermato dal Csm, non sono da considerarsi né riservate né rilevanti, le informazioni scambiate dal dr. Minutoli nella conversazione del 28 giugno e tantomeno in quella del 17 luglio, con il Colosi vi è prova diretta e precisa, che di nessun altro argomento rilevante hanno mai parlato i due amici. Infatti, solo a titolo esemplificativo, il Colosi ha appreso da altri dell'organizzazione del convegno sulle vendite mobiliari, che l'Ivg aveva stretto un accordo con Astalegale, come avvenga la distribuzione degli incarichi per le vendite mobiliari. Sotto quest'ultimo profilo il dato rilevante è che il dr. Minutoli e il Colosi non solo non hanno mai parlato del meccanismo delle vendite, ma che il Colosi non ha mai avuto neppure il coraggio di chiederli all'amico e si è trovato nella necessità di raccattare da terzi (Astalegale, Ivg, Edicom) alcune informazioni per comprendere (inutilmente) i meccanismi delle vendite».

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