27 Febbraio 2021 Giudiziaria

MESSINA: Il marittimo morto sul traghetto “Elio”. Risposte dall’autopsia

Si consumano alcuni fondamentali passaggi di rito nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del marittimo sulla nave Elio della Caronte & Tourist. Si svolgerà oggi, all’obitorio del Policlinico universitario “Gaetano Martino”, l’autopsia sul corpo di Gaetano Puleo. L’accertamento tecnico irripetibile dovrà stabilire le cause del decesso, se la prima ricostruzione dei fatti sia corretta o se ci siano altri elementi che possano portare a nuove conclusioni. Sempre nella giornata odierna, potrebbe essere nominato anche qualche altro consulente tecnico per le verifiche sulla nave, ormeggiata al Molo Norimberga e sequestrata dall’Autorità giudiziaria. I difensori della famiglia Puleo, gli avvocati Claudio Calabrò, del Foro di Messina, ed Enrico Vergani, dello studio Bonelli di Genova, hanno nominato come consulente di parte il medico legale Nino Bondì. Iscritti dal sostituto procuratore Piero Vinci nel registro degli indagati Giuseppe Cama, comandante della nave Elio, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, e la società Caronte & Tourist Spa, per responsabilità amministrativa. Si tratta, viste le circostanze nelle quali è avvenuto l’incidente, di atti dovuti anche a tutela dello stesso comandante e della società armatoriale, che potranno così partecipare alle indagini e agli accertamenti tecnici, attraverso i loro consulenti. Stamani, conferito l’ incarico al medico legale Daniela Sapienza, sarà effettuato l’esame necroscopico sulla salma del sessantunenne. Contestualmente saranno formulati i quesiti ritenuti utili alla definizione della dinamica della tragedia sul lavoro. Al vaglio, poi, della Guardia costiera, a cui l’Ufficio inquirente ha delegato gli accertamenti, le registrazioni audio dei dialoghi in plancia di comando.

Gaetano Puleo sarebbe stato colpito da una grossa cima mentre era affacciato da un’apertura a prua della nave. In quel momento erano in corso le fasi di ormeggio del traghetto Elio alla banchina Norimberga. La cima non sarebbe andata immediatamente in tensione ma lo avrebbe fatto proprio mentre il nostromo stava verificando cosa accadesse. La sferzata avrebbe sbalzato il marittimo contro la parte superiore dell’apertura della nave e poi in mare, dove è stato recuperato dai suoi colleghi.