La denuncia: Commando speciale delle forze armate russe armato con fucili italiani Beretta?

12 Marzo 2021 Inchieste/Giudiziaria

di Antonio Mazzeo - Fucili Beretta per le forze speciali della Federazione Russa? Sembrerebbe di sì secondo quanto rivelato da Defense Blog, rivista online specializzata nel settore militare, che ha pubblicato una foto che ritrae due soldati della potente e segreta task force “SSO” mentre si addestrano a volto scoperto con un fucile d’assalto ARX160 prodotto negli stabilimenti bresciani del gruppo Beretta. La foto è stata postata su Telegram la sera del 6 marzo 2021 e proverebbe che il fucile mitragliatore calibro 5.56×45mm NATO sarebbe nella disponibilità di uno dei reparti d’élite delle forze armate russe. Sino ad oggi l’industria italiana leader nella produzione di armi leggere non aveva mai comunicato la vendita di componenti da guerra al governo di Mosca.

Le “SSO” sono forze speciali di pronto intervento del tutto indipendenti delle forze armate della Federazione Russa. Sono state istituite nel 2012 e possono operare sia all’interno del paese che all’estero; in particolare sono state impiegate in operazioni coperte in Crimea, Caucaso e recentemente in Siria a Palmira.

L’ARX160 è uno dei fucili d’assalto del gruppo Beretta più conosciuto a livello internazionale. Può sparare 800 colpi al minuto e colpire bersagli sino a 600 metri di distanza. Strettamente collegato all’arma è il lanciagranate da 40 mm GLX 160 e può montare anche la baionetta italiana Extrema Ratio Fulcrum. Il fucile mitragliatore Beretta è stato acquistato a partire del 2008 dall’Esercito italiano per essere impiegato nello scacchiere di guerra afgano e, dal 2013, anche dagli incursori della Marina militare. Beretta ha venduto l’ARX160 pure alle forze armate e di polizia di numerosi paesi esteri: Albania, Messico, Turkmenistan, Pakistan, Bahrein, Kazakistan, Egitto. Più recentemente il fucile d’assalto è stato ordinato dalla Polizia militare dello Stato di San Paolo (Brasile), dall’Esercito dell’Argentina, dalla Polizia penitenziaria della Polonia, dalla Polizia Reale della Thainlandia e dalle forze terrestri della Romania. 

Dal 2017 il fucile d’assalto Beretta sarebbe nella disponibilità anche dei Pershmega, le forze armate della regione “autonoma” del Kurdistan iracheno. A seguito dell’accordo sottoscritto a Doha il 12 marzo 2018 (a bordo della fregata multiruolo FREMM della Marina Militare italiana “Margottini”) tra l’amministratore delegato del gruppo Beretta e la Barzan Holdings (gruppo finanziario-industriale militare del Qatar), è stata costituita una joint venture con l’obiettivo di aprire uno stabilimento nell’emirato e produrre proprio gli ARX160 e altre armi leggere da destinare alle forze armate del Qatar e ad altri clienti in Asia e Medio Oriente.    

Beretta punta da lungo tempo ad affermarsi nel redditizio mercato bellico russo. Nella primavera del 2010 l’agenzia Ansa aveva riportato la notizia di una possibile joint venture tra il gruppo bresciano e il gigante tecnologico statale Rosteknologhii. L’ipotesi di accordo era stato annunciato dal direttore generale della holding russa Serghei Cemezov al primo ministro Vladimir Putin. “Siamo in trattativa con la compagnia italiana Beretta per iniziare già dal prossimo anno la produzione in comune di armi sportive, da caccia, pistole per i servizi speciali e per la polizia”, aveva dichiarato Chemezov. Secondo quanto riportato dal quotidiano Kommersant, i due gruppi industriali erano intenzionati ad avviare la produzione di “160 mila armi all’anno” nello stabilimento “Molot”, situato nella città di Vyatskie Polyany, regione di Kirov, controllato da Rosteknologhii. Più recentemente Beretta ha aperto punti di rappresentanza e vendita a San Pietroburgo e Novosibirsk e, a fine dicembre 2018, anche a Stavropol, città della Russia sud-occidentale. 

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