14 Aprile 2021 Giudiziaria

OPERAZIONE ‘PROVINCIALE’: L’INTERESSE DI SPARACIO E LO DUCA PER IL BUSINESS DELLE AMBULANZE

“Sparacio: ‘…ma che ci guadagniamo noi'”; “Lo Duca: ‘la quota ci voglio dare! Dobbiamo prendere'”; “Sparacio: ‘e lui… noi che gli offriamo a questo, che gli facciamo fare…'”; “Lo Duca: ‘l’appalto prende, c’è la scadenza a maggio'”; “Sparacio: ‘domattina posso salire da Gianni Viola… oppure da Lombardo…'”; “Lo Duca: ‘…vai da Lombardo…'”.

DI EDG – C’è un altro aspetto interessante nella richiesta di misura della Dda dell’operazione ‘Provinciale’ che il 9 aprile scorso ha portato all’arresto di 33 persone e al sequestro di beni, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Messina, per i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, sequestro di persona, scambio elettorale politico-mafioso e altro.

E cioè il tentativo di infiltrarsi, da parte degli indagati Salvatore Sparacio e Giovanni Lo Duca, nel business del mondo delle coop di ambulanze e delle onlus di sostegno e volontariato.

A marzo del 2018 viene registrata una interessante conversazione tra Sparacio e Lo Duca (“in un rapporto paritario tra figure di vertice del sodalizio”) in cui – scrivono i magistrati – “si capisce come i due abbiano un capillare controllo del territorio, potendo far indirizzare verso amici, con l’utilizzo del metodo mafioso, alcuni appalti nel settore delle ambulanze e delle mense, ottenendo in cambio la cosiddetta quota, ovvero la tangente richiesta al commerciante per l’assegnazione del contratto”.

Durante il colloquio vengono nominati degli operatori economici ‘amici’ che operano nel settore dei servizi di ambulanza e pompe funebri. Dai riscontri degli inquirenti si è accertato che, tra le ditte accreditate con l’Asl per i servizio emodializzati nella provincia di Messina, “vi è la presenza di diverse Associazioni che hanno come oggetto il Servizio di Volontariato, alcune delle quali in forma societaria di Cooperativa”.

Tra le altre c’è la Croce Bianca Messinese, società cooperativa sociale, dove compare la figura di Giovanni Viola. Viola “appare essere vicino a Sparacio e Lo Duca al punto di contattarlo per avere un aggancio per infiltrarsi negli appalti delle autoambulanze”.

La vicinanza di Viola a Sparacio è comprovata anche in occasione del funerale di Rosario Sparacio dell’11 aprile scorso, in pieno lockdown, quando il figlio Salvatore si rivolge proprio a Viola per l’effettuazione del servizio funebre.

Un’altra associazione citata durante la conversazione è il Centro Servizi di Volontariato di Messina (“…che vogliono entrare nella cooperativa che c’è l’appalto delle ambulanze…”).

Anche il rappresentante legale dell’Associazione Città di Messina Onlus, che ha per oggetto dell’attività ‘servizi di ambulanza, banche del sangue ed altri servizi’, Roberto Lombardo (che risulta intestatario anche della ‘Lombardo Roberto Of San Pio’), viene nominato da Lo Duca e Sparacio al fine di poter avere un incontro per discutere della questione (“Lo Duca: ‘a Lombardo lo conosci?’; Sparacio: ‘gli dico che deve parlare con te…’; Lo Duca: ‘Gli dai appuntamento… Sale qua’). Viola e Lombardo, è bene precisarlo, non sono indagati nell’operazione.

Gli elementi raccolti, “pur non consentendo di elevare specifiche imputazioni in relazione alla infiltrazione dei gruppi Sparacio e Lo Duca nel settore economico in questione – scrivono ancora i magistrati – testimoniano senza dubbio la concretezza del proposito di ottenere una ‘quota’ sugli introiti del servizio da parte di coloro che lo gestivano, confermando cosi la capillarità e pervasività del loro carisma criminale”.