20 Aprile 2021 Giudiziaria

L’ex pm Longo ai servizi sociali

L’ex pm Giancarlo Longo, uno dei principali protagonisti del “sistema Siracusa”, ha ottenuto per il residuo della condanna che deve scontare l’affidamento a servizi sociali. Longo è rimasto coinvolto nella clamorosa inchiesta della Procura di Messina, un’indagine che ha interessato tutta Italia sul sistema di “corruzione giudiziaria” messo in piedi dall’avvocato aretuseo Piero Amara e dal suo collega Giuseppe Calafiore, per favorire imprenditori e politici, e condizionare le inchieste. Longo, in cambio di mazzette e regali, ha messo a disposizione la sua funzione di magistrato condizionando le inchieste. Venne arrestato nel febbraio del 2018, e tra carcere e arresti domiciliari è stato ristretto parecchi mesi. Nel dicembre del 2018 ha patteggiato la pena di cinque anni con le sue dimissioni dalla magistratura, e quando la sentenza è divenuta irrevocabile, ovvero il 1° luglio del 2019, gli è stata applicata la cosiddetta legge “Spazzacorrotti”, anche se ormai il residuo era inferire ai 4 anni, e il 4 luglio del 2019 è rientrato in carcere. È rimasto recluso complessivamente per 31 mesi, e nel frattempo, in abbreviato, ha patteggiato un’altra condanna a 4 mesi di reclusione “in continuazione” con quella precedente. Per l’ormai ex pm restano da scontare, tenuto conto degli “sconti” previsti dalla normativa, circa due anni, che dopo la richiesta avanzata del suo legale, l’avvocato Bonni Candido, trascorrerà in affidamento ai servizi sociali.

A suo tempo è stata la seconda sezione del tribunale di Messina ad accogliere la proposta di pena concordata, dopo che il gip nei mesi precedenti, non ritenendo congrue le sanzioni aveva respinto la stessa richiesta di patteggiamento avanzata dall’ormai ex magistrato, nonostante il sì della Procura.