29 Aprile 2021 Attualità

#VIDEO E FOTO – PORTO DI TREMESTIERI, SI VEDE LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL

Le spettacolari immagini dal drone sono di Giovanni Isolino – Foto di Enrico Di Giacomo

 

di EDG – I lavori del cantiere del nuovo porto di Tremestieri sono entrati nel vivo (dopo i gravi ritardi accumulati nello scorso anno) con l’arrivo, qualche settimana fa, del primo carico (dei cinque previsti) di materiale approdato con la nave Wagon B proveniente dalla Turchia. A bordo 950 tonnellate, le prime di 5000 finali, di camicie d’acciaio ed altro materiale importante per continuare i lavori che daranno la possibilità alla Coedmar di iniziare nel concreto le opere a mare del nuovo porto a sud (i pali delle banchine e per la trappola dei sedimenti del nuovo porto). Si tratta di 172 tubi di acciaio del diametro di circa 1 metro per una lunghezza minima di 12 metri. Tra un mese è previsto l’arrivo del secondo carico.

I NUMERI

A lavorare, in quello che può essere considerato il più grande cantiere mai aperto in città, assieme a quello dello stadio Franco Scoglio dei primi anni duemila, sono circa 60 operai, di cui 20 dell’impresa CO.ED.MAR., aggiudicataria dei lavori, e i restanti 40 delle imprese subappaltatrici messinesi: la D’Auria di Caserta (con 8 operai), l’impresa Roan di Terme Vigliatore con 12 maestranze, l’impresa TI di Messina (4 operai), l’impresa MTL Messina per la fornitura del calcestruzzo con gli 8 autisti delle autobetoniere e infine la Comman Messina che fornisce le pietre naturali che dispone di 12 autisti.

I LAVORI IN CORSO

Il ritardo accumulato sul cronoprogramma è di circa il 15% a causa, soprattutto, della carenza di cave per l’approvvigionamento di pietra naturale necessaria per la realizzazione delle scogliere nord e sud, ritardo che si è sommato a quello causato dalla chiusura forzata del primo lockdown del 2020.

Ma, bisogna ammetterlo, le opere in corso di realizzazione sono diverse. Ad iniziare dal completamento della scogliera sud in massi naturali e del muro paraonde. Ad oggi sono stati realizzati circa 150 metri su un totale di 300. Visibili in cantiere, perchè stoccati da tempo, sono i circa 2000 accropodi necessari per la protezione della scogliera lato mare. Nella parte più a sud del cantiere è già a buon punto l’infusione dei tubi in acciaio per la realizzazione della ‘trappola sud’, necessaria per impedire l’interrimento del porto e favorire il ripascimento della fascia costiera a sud della piattaforma portuale, quella per intenderci di Mili e Galati. E infine sono già a buon punto anche le opere di regimentazione dei torrenti, con la realizzazione del canale a cielo aperto nel piazzale sud.

STORIA DI UN APPALTO

Ricordiamo che dalla firma del contratto, nell’ottobre del 2017, c’era la giunta Accorinti, soltanto un anno dopo, nel settembre 2018, c’è stato lo sgombero definitivo delle aree di cantiere. Le fasi preliminari hanno riguardato poi la bonifica bellica, le demolizioni e l’avvio dei dragaggi. Dal novembre 2018 le aree portuali sono state rese disponibili all’impresa per l’avvio dei lavori di costruzione del porto. Appena iniziate le operazioni di scavo sono stati rilevati ingenti quantità diffuse di rifiuti sotterrati (sfabbricidi e rifiuti non pericolosi) che hanno comportato la bonifica totale dell’arenile per circa un metro di profondità e per una quantità complessiva di 20.000 mc conferiti in discarica. L’attività di bonifica è stata conclusa nel maggio 2019, per cui nel giugno 2019 era possibile avviare le lavorazioni per la costruzione della banchina di riva per la realizzazione della darsena portuale. Al momento di operare i primi scavi è stata, però, riscontrata alla profondità di circa sei metri la presenza diffusa di massi in calcestruzzo del peso di 12 tons per cui è stato necessario durante giugno 2019 salpare circa 700 massi e depositarli nelle aree di cantiere. Il ritrovamento, unitamente alla scoperta nel sottosuolo della discontinua presenza di formazione rocciosa detta “beach rock” derivante dalla cementificazione di ghiaia e sabbia per spessori da 40 cm a 100 cm, ha reso necessario l’avvio nei mesi estivi di una campagna di indagini geologiche più estese e diffuse per la caratterizzazione del sottosuolo ai fini della riformulazione degli aspetti geotecnici e strutturali che ha richiesto una diversa tipologia di realizzazione delle fondazioni della banchina portuale (pali anziché diaframmi). Questo ‘incidente di percorso’ ha causato un’attesa di circa sei mesi per l’avvio dei lavori di costruzione della banchina di riva e ha richiesto, vista la nuova identificazione del sottosuolo, l’approvazione di una variante strutturale. In parallelo alle attività svolte sul sottosuolo sono proseguite le lavorazioni di dragaggio giunte alla quantità di 100.00 mc su 900.000 mc previsti a progetto e sono state avviate le opere di ripascimento protetto e di costruzione della mantellata di protezione del piazzale.