1 Maggio 2021 Giudiziaria

MESSINA: Operazione Cesare. La Cassazione rigetta

C’è adesso il sigillo della Cassazione per alcuni dei principali indagati dell’operazione antimafia “Cesare”, che a questo punto esce ridimensionata rispetto alle accuse iniziali. La 4° sezione penale della Suprema Corte ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso della Procura per la posizione di Giuseppe Irrera, confermando quindi quanto aveva stabilito per la sua posizione il TdL nel dicembre dello scorso anno.

I giudici del Riesame infatti a dicembre avevano annullato l’ordinanza e rimesso in libertà Giuseppe Irrera, commerciante di frutta e verdura, che era stato arrestato con l’accusa di essere il nuovo “reggente” del clan di Giostra. Il collegio aveva accolto il ricorso degli avvocati Salvatore Silvestro e Antonello Scordo e scarcerato l’indagato.

Irrera, genero di Luigi Galli, storico boss di Giostra, stando alle investigazioni dei carabinieri e della Direzione distrettuale antimafia peloritana, avrebbe messo in piedi un lucroso giro di corse clandestine di cavalli e di scommesse illecite, oltre a coltivare interessi nel settore immobiliare e in altre attività. Ma per i giudici del Riesame il quadro probatorio non era valido e quindi si era addirittura registrato l’annullamento totale dell’ordinanza di custodia cautelare a suo carico.

Sempre i giudici della 4° sezione penale della Cassazione hanno poi rigettato i ricorsi presentati dalla Procura per le posizioni di Alessio Palermo, Carlo Palermo e Roberto Palermo, assistiti dall’avvocato Salvatore Silvestro. L’indagine ha puntato i riflettori su un gruppo facente capo al clan Galli di Giostra, ed ha permesso di individuare una rete di distribuzione di sostanze stupefacenti che era attiva in vari quartieri cittadini. Il gruppo, secondo l’accusa, gestiva il business delle scommesse illecite sulle corse clandestine di cavalli che si svolgevano di notte sulle strade cittadine, e inoltre le competizioni erano organizzate anche nel catanese grazie ai contatti con esponenti della criminalità organizzata catanese e messinese vicina al clan Santapaola. Le corse si svolgevano nel corso della notte o all’alba, in pochissimi minuti, su strade urbane ed extraurbane, rapidamente chiuse al transito dei veicoli da gruppi di giovani a bordo di scooter e motocicli, consentendo così il passaggio dei calessi. Fonte: da Gazzetta del Sud