16 Giugno 2021 Attualità

In provincia di Messina 21mila tonnellate di rifiuti ogni anno prendono nuova vita

Oltre 21mila tonnellate di rifiuti ogni anno in provincia di Messina vengono recuperati e riciclati: ferro, ottone, acciaio, rame, alluminio e altri materiali prendono nuova vita grazie all’innovativa green mission del giovane Fabio Piccione. Ogni singolo componente di un auto, infissi di alluminio, radiatori e caldaie, metalli e ferro recuperati da demolizioni industriali, ogni tipo di metallo ferroso e non ferroso, viene analizzato e separato dai materiali non recuperabili, valorizzato e reintrodotto nel ciclo economico: così oggi una carcassa di automobile diventa tondino per edilizia e metalli di vario genere finiscono in fonderie per diventare nuovi prodotti. Non si butta via quasi nulla: tutto assume valore all’insegna del rispetto dell’ambiente, dell’ecologia, della sostenibilità 2.0. Di nome e di fatto “Empire Ecology”, con sede a Venetico (ME), è una storia di successo, nata in modo casuale con la vendita di una pinza per freni su Ebay ed oggi divenuta un green business e una testimonianza di come fare impresa in Sicilia con sacrificio, onestà e talento. Il fondatore Fabio Piccione, 32 anni, ha iniziato a lavorare subito dopo il diploma, per Carlson Wagonlit Travel come analista del business: nel 2011 inizia a vendere ricambi usati per auto attraverso marketplace come Ebay con un discreto riscontro; nel 2016, supportato da un incubatore bresciano, sviluppa un software di catalogazione di ricambi usati per autodemolitori; nel 2018 rientra definitivamente a Venetico, affitta il ramo d’azienda della rottamazione dove tutto era iniziato; nel 2019 acquista l’intero impianto. Una crescita rapida: “Oggi abbiamo 38 impiegati, di cui 6 donne, molti sono giovani con un’età media di 32-33 anni – racconta Piccione – l’indotto comprende centinaia di famiglie alle quali diamo liquidità immediata. Siamo passati da un fatturato di 17 mila euro nel 2018 ad una previsione per il 2021 di 15 milioni di euro l’anno”.

I materiali trattati si dividono in due grandi categorie: ferrosi (15mila tonnellate l’anno) e non ferrosi (circa 6mila tonnellate tra rame, ottone, alluminio, acciaio come grandi famiglie principalmente): conferiscono solo aziende autorizzate al trattamento dei rifiuti, poi Empire provvede a stoccaggio, trasformazione e valorizzazione del prodotto pronto per essere “riusato”. Empire non cerca clienti, ma al contrario fornitori: “Paradossalmente abbiamo il problema contrario dal punto di vista commerciale – spiega Piccione – cerchiamo interlocutori da cui comprare i rifiuti e non soggetti a cui venderli”. Nei prossimi 10 anni è prevista una crescita esponenziale dell’attività: “Vogliamo diventare leader nel Sud in questo settore e contribuire a rendere il mondo un posto più pulito e green – conclude, orgoglioso e ambizioso, Piccione – innovando continuamente e mettendo al centro dei nostri valori le persone e l’ambiente”. Sul perché il nome di “impero” in inglese dice: “È una promessa fatta a mia madre che ho perso quattro anni fa, lei quando ero adolescente mi prendeva in giro per il mio spiccato senso imprenditoriale e mi chiamava Napoleone e io le rispondevo: farò un impero come lui”. Promessa mantenuta, anche per il bene del pianeta.