18 Giugno 2021 Giudiziaria

Femminicidio di Alessandra Musarra, ergastolo per l’ex Cristian Ioppolo

Ergastolo per Cristian Ioppolo. È di pochi minuti fa la sentenza pronunciata dal giudice Massimiliano Micali al processo sul femmincidio di Alessandra Musarra, la ventinovenne trovata morta nella sua casa di contrada Campolino, a S. Lucia sopra Contesse, la sera prima dell’8 marzo 2019. Accolta quindi la richiesta del pm Marco Accolla, il magistrato che ha seguito l’inchiesta della polizia. La povera Alessandra secondo gli ultimi esami peritali è stata strozzata.

In sentenza la corte d’assise ha escluso due delle aggravanti contestate inizialmente dalla Procura, ovvero quelle della convivenza – evidentemente dopo il dibattimento hanno ipotizzato che la relazione tra i due fosse da ritenersi conclusa, oppure che Ioppolo non dimorasse stabilmente nella casa della Musarra, ma sono soltanto supposizioni -, e delle sevizie.

Sul tema dei risarcimenti giudici e giurati ne hanno stabiliti una serie in sede civile per i familiari, cui sono andate anche le “provvisionali” (i risarcimenti immediati), ricomprese tra i 20mila e i 40mila euro, a seconda del grado di parentela. Sono state numerose le parti civili, tra parenti della vittima e associazioni, che hanno preso parte al processo. E sono stati parecchi i legali impegnati in prima linea su questa tragica vicenda. Per i familiari gli avvocati Oleg Traclò, Antonio Centorrino e Cettina La Torre, che assiste anche l’associazione “Al tuo fianco”, e poi l’associazione “Una di noi” con l’avvocato Cettina Miasi, la onlus “Pink Project” con l’avvocato Cristina Manfredi Gigliotti, l’associazione “Evaluna” con l’avvocato Rosaria Chillè, il Cedav – Centro donne antiviolenza, rappresentato dall’avvocato Maria Gianquinto.

Ma a quanto pare per tutte le associazioni di sostegno coinvolte nel processo la corte non ha concesso alcun risarcimento, associazioni che in alcuni casi avevano chiesto solo cifre simboliche. Se ne saprà certamente di più sul perché, con il deposito delle motivazioni. In sentenza c’è però chiaramente scritto: «Rigetta le ulteriori richieste risarcitorie».

Cristian Ioppolo, il suo ex, 28enne, lavorante saltuario, è stato difeso dall’avvocato Alessandro Billè che ha già annunciato il ricorso in appello.

Il pm aveva detto durante la requisitoria, tra l’altro, che in questa vicenda “non c’è alcuna alternativa plausibile” a quanto è accaduto, e “non c’è nemmeno un’alternativa al massimo della pena in quanto ci troviamo di fronte ad un delitto connotato da inaudita crudeltà”.