8 Luglio 2021 Giudiziaria

LA BRUTALE AGGRESSIONE PER L’EREDITA’ CONTESA. PESANTE CONDANNA PER LA MADRE E IL FRATELLO DELLA VITTIMA

di Enrico Di Giacomo – Una brutta storia di eredità contesa e convivenza impossibile che si è conclusa con la pesante condanna per gli aggressori, la madre e il fratello della vittima, fermati per tentato omicidio al culmine di una faida familiare per la divisione dell’eredità del padre Antonio, un noto avvocato messinese. Da tempo, circa 6 anni, era in corso una causa legale per la suddivisione della proprietà che aveva provocato frequentemente accese liti verbali.

Il Tribunale ha condannato la sessantenne M. T. M. a 4 anni e mezzo e il figlio C. G. a 4 anni e 3 mesi. L’accusa aveva chiesto la condanna a 15 anni di reclusione per l’accusa di tentato omicidio ma la Corte (presidente Grimaldi) ha accolto la richiesta del difensore, l’avvocato Salvatore Silvestro, e riqualificato il reato in quello meno grave di lesioni personali aggravate con la continuazione con la minaccia (“…ti faccio buttare sangue”). Il figlio è stato invece assolto dall’accusa di minaccia.

Entrambi dovranno pagare al quarantenne che li ha denunciati 10 mila euro di provvisionale e le spese processuali.

E’ stato proprio il 40enne F. G., assistito dall’avvocato Giuseppe Serafino, a denunciare di essere stato aggredito fino a quasi ad essere strozzato, durante l’ennesima lite avvenuta a maggio scorso e documentata attraverso un video consegnato alle forze dell’Ordine e di cui pubblichiamo alcuni fotogrammi.

In particolare F. G. subisce una violenta e brutale aggressione la mattina del 31 maggio dell’anno scorso per la contesa di uno spazio comune di cui la madre rivendica l’assoluta proprietà, una porzione di terra in una villetta plurifamiliare, dove madre e figlio vivono in una casa al piano sottostante l’appartamento dell’altro fratello, della moglie e dei afigli di questi.

La madre colpì più volte il figlio anche con un avvitatore (foto), approfittando del fatto che la vittima fosse trattenuta a terra dal fratello. Al termine della colluttazione, F. G. riportava un trauma facciale con frattura del naso, escoriazioni e contusioni varie.