21 Settembre 2021 Attualità

ECCO CHI E’ AUGUSTO REITANO, ‘IL RE DELLA 488’ ARRESTATO OGGI DALLA GDF

Di Edg – AUGUSTO REITANO, 59 anni, oggi destinatario della custodia cautelare in carcere, di origini messinesi ma attivo anche sulle piazze di Roma e Milano, secondo la Guardia di Finanza di Messina è il reale deus ex machina dell’ampio gruppo societario oggetto d’indagine. Reitano è un notissimo imprenditore del panorama siciliano e nazionale, in alcune cronache indicato, per pregresse vicende, come il re delle 488, per la sua capacità di saper ottenere fondi pubblici a favore di sue imprese e che, nel corso degli anni, si è reso protagonista di plurimi fatti di bancarotta fraudolenta, correlabili ad entità patrimoniali di assoluto rilievo, relativi ad attività di impresa svolte con finalità non imprenditoriali, bensì secondo logiche distrattive improntate alla totale assenza di trasparenza, in danno dell’Erario e dei creditori.

LA BELLA VITA.

L’imprenditore messinese Augusto Reitano, con uffici al Pantheon a Roma e in via Montenapoleone a Milano, si è aggiudicato per anni i fondi pubblici in Sicilia.

Reitano avrà anche subito qualche rallentamento per affari sbagliati a New York dovuti alla crisi edilizia, ha subito per questa ferma un colpo duro, ma è rimasto comunque negli anni un pezzo da novanta dell’economia siciliana.

I suoi appartamenti di fronte al Pantheon a Roma erano frequentati da politici, attori e giornalisti di grido.

Con il suo Bombardier 604, 12 posti, sfrecciava a Montecarlo dove lui e i suoi amici erano attesi dal Light Blue: yacht di 40 metri costruito dai Rodriguez di Messina.

D’estate, Re 488 & Co. si rilassavano in Sardegna, golfo di Marinella, in una villa che “guarda” la Certosa di Ballusconi dall’alto.

Reitano a Milano si faceva vedere nella movida con la sua Ferrari Scaglietti “parcheggiata” a 700 euro al mese presso l’hotel Four Season.

A Napoli aveva un vaporetto da 70 metri, nel porto della città; una casa da cinque milioni di dollari a Manhattan, 69th Ave.; costruiva per un finanziere ebreo un palazzo nella 52esima, ma ha avuto difficoltà nel rispetto dei termini per la consegna.

I suoi must oggi non sono più disponibili per lui e i suoi amici, ma su www.myluxuryagency.com si potevano vedere barche, aerei, residenze offerti in vendita o in affitto attraverso il numero di cellulare della moglie.

L’OPERAZIONE DI VIA WATT A MILANO.

Nel 2002, Reitano, molto amico dell’ex ministro Saverio Romano, approda al mercato immobiliare sotto la madunina ed insieme a Romano e all’ex presidente della Regione siciliana Drago, comprano da famiglie milanesi le quote dell’area industriale dismessa di via Watt.

L’operazione di via Watt è ideata dal chiarissimo architetto Francesco Mauri (Politecnico di Milano), che dai capannoni industriali vuole ricavare dei villini: “Volevo realizzare un intervento per dare una casa ai miei familiari. Ho coinvolto alcuni amici nell’operazione, ma i soldi non bastavano e nel 2002 un mediatore immobiliare mi presentò Reitano che entrò nella società e portò con sé l’onorevole Romano e l’onorevole Drago, che io vidi solo una o al massimo due volte dal notaio per gli atti di acquisto. Reitano si incaricò della costruzione di un palazzo su strada più all’interno dell’area, due file di villini. Alla fine i siciliani fecero valere le loro quote acquisendo appartamentini nel palazzo mentre i miei familiari e i soci milanesi hanno tenuto i villini”.

Il capitale complessivo era di 96 mila e 900 euro; nel 2002 Reitano acquista quote della Watt per 20 mila euro, Romano per 5.800 euro, Drago 5.600 euro.

Drago molla quasi subito e cede alla Assisi Immobiliare di Reitano nel 2004.

Mauri sostiene che il costo totale delle quote fu di 6.5 miliardi delle vecchie lire, un successo incredibile.

Romano, quindi, dovrebbe avere pagato meno di 400 milioni di lire come quota iniziale per “entrare” in società.

Il 24 settembre 2004 i lavori di costruzione sono finiti, la Watt si scioglie e destina ai soci gli appartamenti.

Romano con la società sua e della sua consorte entra in possesso di 5 mini appartamenti (atto con i sub dal 60 al 64), costituisce una seconda società, Residenza Navigli Srl e acquista alti 14 alloggi nel palazzo, dalla Assisi-Reitano.

14 luglio 2005: Assisi-Augusto Reitano, notaio Silvana Sajia di Milano, vende alla Residenza Navigli Srl-Romano 14 mini appartamenti al prezzo di 3 milioni e 172 mila euro.

Lo stesso giorno, Roma Uno-Romano compra dalla Assisi-Reitano un appartamento di 2.5 vani al costo di 167 mila euro in contanti.

Estate 2005: le società Romano sono proprietarie di 20 appartamenti nel palazzo acciaio costruito da Reitano: valore 4 milioni di euro.

Da dove arriva questo fiume di soldi, si chiede Marco Lillo in una vecchia inchiesta dell’Espresso?

Un milione e 795 mila euro [dichiarazione del ministro nell’Atto] pagati con i fondi Residenza Navigli; il resto, all’incirca 1 milione e 380 mila euro, mediante un mutuo della rata.

Il mutuo: è del 14 luglio 2005, Romano ottiene dallo stesso dirigente Unicredit 500 mila euro in credito per la Roma Uno Immobiliare (sempre di Romano).

Sempre il 14 luglio 2005, Romano e Reitano, con un terza società (Navigli Resort, costruttrice dell’Hotel Watt).

Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, CIPE, governo Ballusconi, nel 2004 deliberava 103 milioni di euro per il Consorzio Coprit per il progetto di costruzione di quattro alberghi in Sicilia (investimenti per il Turismo). Nel Coprit erano presenti tre società del Reitano che è così tanto amico e socio in affari di Romano…

IL GEOMETRA PREVITERA E L’OCCUPAZIONE ‘ABUSIVA’ DI CASA ROMANO…

Il geometra Agostino Previtera, messinese, raccontano le cronache dell’epoca, per diversi anni ha vissuto in due appartamenti di proprietà dell’ex Ministro dell’Agricoltura Francesco Saverio Romano, perché diceva di avere un credito nei confronti del costruttore dell’immobile, il messinese Augusto Reitano, che era socio di Romano nelle sue attività immobiliari.

Previtera, che era il capo cantiere dei lavori, era in causa con Romano, inserito nella speculazione immobiliare milionaria del ministro & amici di via Giacomo Watt a Milano. Lì è stato costruito un palazzo minimalista acciaio e vetro, due linee di villette in puro stile bristish e, per finire, un albergo a quattro stelle.

Per il Catasto di Milano il ministro dell’Agricoltura, tramite la sua società Roma Uno Immobiliare (intestatari, oltre lui stesso, la moglie Stefania Martorana, amministratore Pietro La Rocca, cognato) possedeva otto appartamenti nel palazzo acciaio di via Watt ed alcuni sono stati uniti tra loro.

Romano è stato socio di un’altra società che ha comprato nel 2005 altri 14 appartamenti sempre nello stesso edificio e di una terza società che è quella che ha costruito l’abergo quattro stelle lì vicino: un quattro piani, facciata in legno.

Romano, politico siciliano, diventa immobiliarista sotto la madonnina; ma non è l’unico politico con le stesse origini che costruisce a Milano.

Con lui c’era Giuseppe Drago, eletto in Parlamento nel 2008, poi scomparso nel settembre del 2016 a soli 61 anni.

Drago era amico di Romano e socio nella Watt Immobiliare Srl (fino a luglio 2004) che ha effettuato il “lifting” all’ex zona industriale di via Watt; nel 2005 anche Totò Cuffaro compra, nel palazzo acciaio, due appartamenti, un garage e cantina.

I tre politici siciliani (che insieme ad altri due deputati erano il totale dei componenti del PID, partito nato dalla scissione UDC, in funzione pro Berlusconi) erano guidati, nell’avventura del mattone meneghino, da Augusto Reitano, costruttore messinese, soprannominato “Re 488” per la sua “dote” di saper ottenere fondi pubblici a favore di sue imprese.

Agostino Previtera, quello che occupava i due appartamenti di Romano, era l’ex direttore del cantiere di Reitano, e non lasciava gli immobili “occupati” perché il credito che vantava era proprio verso Reitano.

Privitera diceva che Reitano si comportava come fosse lui il vero proprietario dei locali e non il ministro Romano, tanto che le chiavi degli appartamenti gli furono consegnate personalmente da “Re 488”.

Il ministro Romano, invece, lo voleva sbattere fuori perché non aveva, a suo dire, alcun titolo per abitare i suoi alloggi e non voleva pagare per comprare.

Nel 2008 Romano, attraverso l’amministratore-cognato, lo denuncia, ma Previtera, difeso dall’avvocato Diego Busacca, ottenne l’archiviazione del procedimento.

E’ interessante notare che tre politici siciliani, siamo nei primi anni del 2000, tra i più importanti e potenti dell’Isola, avevano rapporti con un unico imprenditore, il messinese Augusto Reitano, da oggi in carcere su richiesta della Procura di Messina, che mentre faceva affari a Milano proprio con loro (Cuffaro, Romano, Drago) otteneva dal Governo nazionale e regionale il nulla osta per accedere a 110 milioni di euro per Contratti di Programma, Fondi POR, finanziamenti L.488.