FOTO – In migliaia al corteo No Ponte. «La società Stretto di Messina deve chiudere»
“Vendesi #pontesullostretto ancora imballato, telefonare ore pasti. Chiedere di Matteo”. La scritta sulla maglietta che indossa un signore con la barba bianca racchiude il senso del corteo “No Ponte” a Messina. Il messaggio, invece, sta tutto in un cartellone che una ragazza corregge prima della partenza: “I nostri soldi non andranno alla mafia della farsa sul ponte”.
Una donna il cartello lo tiene appeso al collo: “Non siete ancora stanchi di pagare? Nel solo 2025 gli stipendi dei dirigenti della Stretto di Messina Spa: 11,8 milioni di euro”. Quelli “continuano a incassare lauti stipendi senza colpo ferire: uno sperpero infinito di soldi pubblici”, dice Peppe Marra dei “No ponte Calabria”.
Il corteo di ieri segna anche un cambio di prospettiva: a queste latitudini sembra ormai chiaro a tutti che la grande opera desiderata dal ministro delle Infrastrutture è irrealizzabile. E allora la lotta dei nopontisti si sposta e cambia bersaglio: “La Stretto di Messina Spa va chiusa” dice Gino Sturniolo, uno degli organizzatori della manifestazione che inizia sulle note de La Locomotiva di Guccini. Circa 5mila persone hanno invaso le strade della città nonostante sia agosto e faccia quasi 40 gradi all’ombra.
“Quest’anno – aggiunge Sturniolo – il corteo ha un titolo molto preciso: chiudere la Stretto di Messina Spa. Dopo tanti anni, il problema non è più il manufatto d’attraversamento. Loro non hanno un piano e probabilmente non è costruibile. Vogliono comunque andare avanti perché ci sono interessi economici molto grossi e anche interessi politici e di cattura del consenso. Dobbiamo uscire da questo loop. Oggi proclamiamo un decreto popolare di chiusura e ci aspettiamo che le istituzioni poi lo traducano in un atto formale”.
Per Rossella Bulsei, dell’associazione “TitengoStretto”, chiudere la società guidata da Pietro Ciucci “è la soluzione più logica perché sono anni che sta fagocitando soldi pubblici. In un’Italia che non può costruire ospedali e garantire scuole, istruzione e servizi, si impiegano fondi per qualcosa che è solo un modo per dissanguare l’erario”. Nel corteo anche l’ex sindaco di Messina Renato Accorinti, ma pure il capogruppo del Pd in Comune Alessandro Russo che denuncia “forzature del governo, che hanno tutti i crismi del colpo di mano”.
Prima di arrivare in piazza del Popolo, il corteo si ferma all’incrocio del duomo dove si interrompe la musica per stringersi in un minuto di silenzio in memoria di Alessandra Frazzica, la più giovane delle quattro vittime del crollo di una palazzina a Pistunina, zona sud di Messina, lo scorso 30 luglio. Per la tragedia che ha colpito la città è stato annullato il concerto finale. Il corteo si è concluso, quindi, con un discorso letto da uno degli organizzatori: “Non hanno un piano che non sia quello di continuare a portare avanti l’iter e guadagnarci sopra. Sanno solo che più questa storia dura e meglio è per loro, perché di più ci guadagneranno. Non c’è posto per i devastatori in riva allo Stretto”.